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In Israele è finita l’era Netanyahu (forse)

Dopo negoziati frenetici, l'opposizione ha trovato l'accordo per formare un nuovo governo che mette insieme moderati, estrema destra e - per la prima volta nella storia - anche il partito degli arabi-israeliani

Foto via Twitter

Come scrive al-Jazeera, al termine di negoziati frenetici e a meno di un’ora dalla scadenza del suo mandato, il politico israeliano Yair Lapid è riuscito a formare un governo di coalizione. La notizia è storica: per la prima volta in 12 anni Israele non sarà governato dal Likud di Netanyahu. Ma non solo: nella coalizione di governo c’è anche la partecipazione dell’alleanza di partiti arabo-israeliani Lista Comune, che per la prima volta nella storia israeliana si unisce a una coalizione di governo. Tutti contro Netanyahu, insomma.

L’accordo è stato il prodotto di negoziati complessi ed è esso stesso complesso, perchè deve cercare di tenere insieme un moderato come Lapid, una forza di sinistra come la Lista Comune e una di estrema destra come Yamina, che esprimerà anche il premier nella persona di Naftali Bennet, ex braccio destro proprio di Netanyahu. Il ruolo di premier toccherà a Bennet per i primi due anni e a Lapid per i due successivi.

Nella giornata di ieri Lapid e Bennet hanno fatto di tutto per convincere Mansour Abbas, il leader della Lista Comune, a prendere parte alla coalizione e permettere così la formazione del governo. Alla fine l’accordo si è trovato e i tre si sono fotografati mentre firmavano il contratto di governo, una foto già storica”. Il nuovo governo dovrebbe avere 62 seggi in Parlamento, uno in più del necessario per la fiducia – ammesso che tutti i parlamentari dei vari partiti coinvolti la votino.

Il prossimo governo israeliano dunque è qualcosa senza precedenti, che va dal sionismo estremo alla rappresentazione per i cittadini arabi israeliani: le differenze tra i vari componenti sono insormontabili e bisognerà vedere se saranno in grado di lavorare insieme per porre fine allo stato di crisi politica in cui Israele versa da diversi anni. Di certo c’è che con l’accordo di ieri l’era Netanyahu nella politica israeliana sembra essersi definitivamente conclusa.