Home Politica

In India la pandemia è fuori controllo, ma Twitter censura chi ne parla

La seconda ondata di coronavirus in India sta causando centinaia di migliaia di contagi al giorno, mentre medicine e ossigeno sono introvabili. Ma per chi critica il governo scatta la censura

ARUN SANKAR/AFP via Getty Images

La seconda ondata di coronavirus in India è una catastrofe nazionale, con centinaia di migliaia di nuovi casi ogni giorno e medicine, ossigeno e posti letto in ospedale ormai introvabili. Ma non se ne può parlare, e soprattutto non si può criticare il governo per le sue responsabilità nella gestione dell’epidemia. Altrimenti scatta la censura.

Come riporta The Verge, infatti, Twitter ha ricevuto dal governo indiano oltre 50 richieste di rimozione di contenuti critici nei confronti della gestione dell’epidemia, e li ha rimossi. Non si tratta di contenuti a caso: sono stati rimossi tweet di parlamentari di opposizione, famosi attori e registi e persino di un ministro del governo dello Stato del Bengala occidentale. In pratica, il governo sta cercando di censurare le voci critiche che hanno molto seguito sui social e che potrebbero indirizzare l’opinione pubblica.

Un portavoce di Twitter ha detto via email a The Verge che la piattaforma si riserva di rendere certi tweet invisibili agli utenti indiani in caso violino la legge locale, e di aver notificato gli autori dei tweet della richiesta ricevuta dal governo. Non è la prima volta che Twitter si comporta così in India: già lo scorso febbraio, durante le grandi proteste dei contadini, l’azienda aveva bannato oltre 500 account su richiesta del governo. Era stata costretta a farlo: il governo indiano minaccciava di incarcerare i dipendenti indiani di Twitter.

La scusa usata dal governo indiano per la censura è una legge che proibisce la pubblicazione di materiale diffamatorio o che incita alla violenza. Ma i tweet censurati non sono palesemente cose del genere. Uno di essi diceva solo: “l’India non perdonerà mai il premier Modi per aver sottovalutato la situazione del coronavirus nel Paese facendo morire così tanta gente per la sua incompetenza. Mentre l’India attraversava una crisi sanitaria, il premier decideva di esportare milioni di vaccini in altri Paesi”.