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In Ecuador bruciano i cadaveri degli infetti per strada

Il coronavirus sta mettendo in ginocchio il paese: ci sono oltre 2700 contagiati, 98 morti e testimonianze di ospedali al collasso, obitori pieni e cadaveri abbandonati o bruciati per strada

CDC/Getty Images/Foto via Twitter

La pandemia di SARS-CoV-2 sta colpendo in modo particolarmente grave l’Ecuador, complice la situazione socio-economica già precaria del paese e il servizio sanitario limitato. Anche se al momento, come riporta Al Jazeera, le statistiche ufficiali parlando di oltre 2700 infetti e 98 morti, molte testimonianze parlano di ospedali al collasso, obitori pieni e cadaveri abbandonati o bruciati per strada. 

Secondo il quotidiano argentino Clarìn, al centro dell’epidemia in Ecuador c’è la città di Guayaquil. “La diffusione fulminea del COVID-19 nella provincia di Guayas, la cui capitale è Guayaquil, ha creato una situazione in cui le vittime vengono abbandonate per strada, che le autorità stanno cercando di risolvere”. Dei 79 morti nel paese, 52 si concentrano nella provincia di Guayas. 

Il governo dell’Ecuador ha creato questa settimana una task force per coordinare la raccolta dei cadaveri. Secondo Jorge Wated, a capo della task force, in questo momento il problema “è collegato alla scarsa capacità dei servizi funerari della città” – alcuni obitori, infatti, si rifiuterebbero di lavorare per paura del contagio. Nella provincia di Guayas, rispetto a tempi normali, la pandemia ha causato un “picco” di morti difficile da smaltire: la media a Guayaquil è di 40 morti al giorno per cause naturali, mentre la scorsa settimana i cadaveri raccolti sono stati 310.

Questo picco ha causato una serie di video agghiacciati pubblicati dai cittadini sui social network – alcuni dei quali si sono poi rivelati falsi – per mostrare quale sia la situazione e chiedere aiuto: si vedono cadaveri abbandonati o bruciati in mezzo alla strada. “Cosa sta succedendo al sistema sanitario del Paese? I morti non vengono prelevati dalla case, vengono lasciati per strada, rimangono davanti agli ospedali, nessuno li vuole raccogliere”, ha detto Cynthia Viteri, sindaco di Guayaquil, anche lei in isolamento per essere stata contagiata dal coronavirus.

 

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