In Corsica la battaglia per l’autonomia è più accesa che mai | Rolling Stone Italia
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In Corsica la battaglia per l’autonomia è più accesa che mai

Dopo la morte di Yvan Colonna, centinaia di persone sono scese in piazza al grido di «Statu francese assassinu»

Foto di PASCAL POCHARD-CASABIANCA/AFP via Getty Images

Da tre settimane, in Corsica la questione autonomista è tornata a occupare un posto centrale: l’isola è scossa da proteste di piazza e manifestazioni molto partecipate, dovute in primis al pestaggio che l’indipendentista corso Yvan Colonna – condannato all’ergastolo per l’omicidio del prefetto Claude Érignac, avvenuto il 6 febbraio del 1998 – ha subito lo scorso 2 marzo all’interno del carcere di Arles, in Provenza. 

Secondo le ricostruzioni ufficiali, Colonna è stato aggredito da un detenuto camerunese di fede islamica che, infastidito dalla sua blasfemia, ha iniziato a colpirlo: il pestaggio è durato 8 minuti e, nonostante le telecamere e il regime particolare a cui i detenuti come Colonna sono sottoposti (la sorveglianza speciale), le guardie carcerarie sono intervenute troppo tardi, allertate dallo stesso aggressore, scatenando l’indignazione di una parte dell’opinione pubblica corsa, secondo cui il personale non avrebbe fatto abbastanza per tutelare la sicurezza dell’indipendentista.

Il 21 marzo Colonna è morto in un ospedale di Marsiglia a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute. La sua scomparsa ha alzato ulteriormente l’asticella della tensione: all’annuncio del decesso, decine di migliaia persone sono scese in piazza in tutta l’isola al grido di «Statu francese assassinu».  

Se la situazione in Corsica è deteriorata fino a questo punto, è perché il caso Colonna ha provocato una recrudescenza del conflitto che, da anni, contrappone gli indipendentisti corsi e il governo centrale francese. Dal 2017, l’isola è governata da una coalizione indipendentista guidata da Gilles Simeoni, leader del partito autonomista “Femu a Corsica” (Facciamo la Corsica) e figlio del più famoso Edmond, storico presidente del Comitato di sostegno a Yvan Colonna e parte del pool di avvocati che si occupò della sua difesa legale in occasione del terzo processo presso la Corte d’Assise, nel maggio del 2011 (di cui faceva parte anche lo stesso Gilles). L’exploit elettorale di Simeoni ha riacceso i riflettori sulla questione autonomista: da questo punto di vista, la morte di Colonna rappresenta ovviamente la tempesta perfetta. 

La scorsa settimana, una visita del ministro dell’Interno Gerald Darmanin aveva parzialmente riportato la calma nell’isola, garantendo per la prima volta la disponibilità del governo all’apertura di un dialogo che, finalmente, potrebbe arrivare «fino all’autonomia».

La discussione dovrebbe iniziare ad aprile ma, nell’attesa, la situazione in Corsica è più delicata che mai. La questione corsa complica anche la marcia di Emmanuel Macron verso le presidenziali: l’atteggiamento ambiguo dell’Eliseo è stato oggetto di severe critiche, che hanno puntato il dito contro il suo atteggiamento troppo morbido, tacciandolo di opportunismo elettorale. Secondo altri analisti, la mossa diplomatica di Macron potrebbe invece pagare, dato che secondo gli ultimi sondaggi il 53 per cento dei francesi sarebbe favorevole a una Corsica autonoma; la promessa di un accordo sull’autonomia, dunque, potrebbe essere un modo intelligente per non dover affrontare il problema oggi, a meno di un mese dalla partita delle presidenziali.

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