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In Brasile ci sono 4000 morti al giorno, e Bolsonaro non fa niente

La competizione - a partire da Trump - era forte, ma il presidente del Brasile si è dimostrato senza dubbio il peggior leader mondiale in fatto di lotta alla pandemia di Covid

Mark Wilson/Getty Images

In nessun Paese al mondo la pandemia da coronavirus ha avuto un impatto catastrofico come in Brasile. Questa settimana, il Paese ha battuto il record mondiale di morti di Covid in un solo giorno – e per ben due volte. In Brasile martedì sono morte 4195 persone, e giovedì 4249. In totale il Brasile ha superato i 300mila morti, secondo solo agli Stati Uniti da questo punto di vista. Ma se negli Stati Uniti la campagna vaccinale è ormai in fase avanzata e si parla già di vaccinare anche i giovani entro pochi mesi, in Brasile il governo ha adottato un’altra strategia: non fare nulla. 

Come riporta il Guardian, nonostante la situazione si gravissima, infatti, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro continua a opporsi all’idea di un lockdown e a minimizzare gli effetti della pandemia. Mercoledì – il giorno dopo il primo record mondiale di morti in 24 ore stabilito dal Brasile questa settimana – Bolsonaro ha detto alla stampa che “non ci sarà nessun lockdown nazionale. Il nostro esercito non scenderà in strada per far stare in casa le persone. La libertà non ha prezzo”. Dichiarazioni che sono arrivate mentre Bolsonaro, ignorando completamente la pandemia, sta andando in tour per il Paese – con tutto ciò che ne consegue in termini di manifestazioni, assembramenti e dunque possibilità di contagio. 

In tutto ciò, mentre gli ospedali sono al collasso e la sanità brasiliana è nel caos, molti governatori e sindaci stanno riaprendo le poche cose che erano state chiuse. Miguel Lago, direttore esecutivo del Centro studi sulle politiche sanitarie brasiliano, ha detto al Guardian che “la narrativa anti-lockdown del presidente Bolsonaro ha vinto. Sindaci e governatori non possono nemmeno applicare politiche di distanziamento sociale perché sanno che i sostenitori del presidente, tra cui ci sono molti importanti imprenditori, le saboteranno”. Nell’ultimo fine settimana, la Corte Suprema brasiliana ha cercato di forzare la riapertura delle chiese, che molte autorità locali avevano chiuso nonostante il governo federale avesse deciso di considerarle servizi essenziali. 

Nel frattempo, i pazienti Covid occupano oltre il 90% dei letti di terapia intensiva in molti stati brasiliani, risorse di prima necessità come l’ossigeno e i sedativi cominciano a scarseggiare e solo il 3% della popolazione brasiliana ha ricevuto un vaccino.