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Il troll di Salvini è meglio di Salvini: «Il 90% dei miei follower è leghista, e non capisce»

«Con il mio trollaggio voglio accelerare l’ascesa dei consensi, in modo da anticiparne la discesa». Abbiamo intervistato l’admin di “Italiani con Salvini”, la pagina troll che vuole smascherare i leghisti con la loro stessa propaganda

Guardate queste due immagini di prodotti made in Italy: sono scatti molto simili, non particolarmente curati esteticamente, somiglianti sia nella foto che nelle didascalie, entrambi circolati su Facebook. I tortellini sono stati condivisi dall’account ufficiale di Matteo Salvini, le trofie al pesto, invece, da un suo troll.

La pagina precedentemente nota come “Noi con Matteo Salvini” e oggi ribattezzata “Italiani per Salvini” è una pagina troll che vanta più di 50mila fan, seguita principalmente da sostenitori del Ministro ignari del trollaggio. Nei meme postati dalla pagina, i messaggi veicolati sono vicinissimi a quelli della Lega, ma estremizzati o ridicolizzati, in modo sempre ambiguo, tanto che molti leghisti sembrano non accorgersi del tranello e spesso arrivano a condividere questi post.

Abbiamo parlato con la persona che gestisce la pagina, per capire le sue intenzioni. Non ha voluto rivelarci il suo nome, ma ci ha raccontato qualcosa di sé.

Raccontaci chi sei.
Vivo a Macerata, la notte faccio il deejay, durante il giorno lavoro i campi o insegno scacchi ai bambini, preferisco però non raccontare altro sul mio conto.

Perché hai deciso di aprire la pagina?
L’idea della pagina mi è venuta perché mi sono accorto che su Facebook mancava una pagina che perculasse i salviniani, però in una maniera un po’ diversa rispetto a quelle già esistenti come “Leggere i commenti di Salvini per sentirsi una persona migliore” e simili. Io avevo iniziato con una pagina di trollaggio ai 5 stelle – anche i miei amici tendono più a trollare i 5 stelle, mentre questa Lega viene sempre un po’ sottovalutata, “va beh non ci piacciono perché sono razzisti, però i 5 stelle… sono i più stupidi, sono i peggiori” e invece no, mi sono detto, i salviniani sono uguali! Così ho deciso di fare una pagina che lodasse Salvini ma in modo un po’ ambiguo, una pagina che sembrasse veramente una pagina leghista, nella maniera proprio più idiota. Cioè in un certo senso fa quasi quello che fa Salvini: i post contro gli immigrati, contro chi vende droga ai ragazzi, poi un po’ di lodi a Gesù Cristo, alla religione… tutte cose che fa anche lui. Io vorrei scimmiottare, ma poi lui spesso posta cose che superano l’immaginazione.

Il senso qual è? Provocare?
Ci sono diversi sensi. Uno è far crescere la pagina, ma voglio anche mettere i leghisti di fronte a loro stessi. Ogni tanto, tra le varie tipologie di post, ce ne metto qualcuno particolarmente pro dittatura, cose del tipo: “arrestiamo tutti i giornalisti di sinistra che parlano male del governo” e mi piace vedere nei commenti qualcuno che dica “un momento, questa qui non è una cosa democratica” qualcuno che si accorga che ho travalicato un po’ la linea della decenza. Ma allo stesso tempo la maggioranza è d’accordo. Bisogna essere molto provocatori per far sì che qualche leghista si accorga che è davvero troppo quello che è stato scritto.

Quelli che ti seguono hanno capito l’intento della pagina?
Credo che su 50mila ce ne siano 5mila che hanno capito e ogni tanto commentano, ma la maggior parte no…

Di queste 50mila persone secondo te quante sono leghiste?
Il 90%.

Una percentuale alta…
Sì, del resto, alcuni post hanno avuto 250mila condivisioni, io non riuscivo nemmeno a immaginare che si potesse arrivare a così tanto.

Tu ti definisci troll?
Tecnicamente mi ci definiscono gli altri… sì, ormai… non so come altro potrei definirmi a questo punto.

Nei commenti che ti arrivano sulla pagina c’è anche quello di un ragazzo che cerca di smascherarti davanti agli altri utenti e definisce il tuo un “esperimento sulle reazioni idiote dei social network” e si augura che questo non abbia connotazioni politiche. Non gli hai risposto, quindi ti rifacciamo la domanda: è un esperimento sulle reazioni idiote e ha connotazioni politiche?
In realtà la pagina non è nata seguendo un progetto esatto, si può evolvere nel tempo, non ho un’idea precisa. Sicuramente la mia idea politica iniziale era quella di far sì che la fanbase di Salvini emergesse per la sua stupidità e non solo per il razzismo.

In generale, perché prendersela con i “fan” di un determinato partito politico?
Per dimostrare l’inconsistenza di tutta la propaganda, di tutto un partito che è costruito per attirare fan attraverso slogan semplici. Ecco, infatti un altro scopo della mia pagina è dimostrare che persino io – cioè una persona che non è in politica, che non è neanche tanto politicamente preparata, e nemmeno particolarmente intelligente – semplicemente osservando un po’ quali sono i punti sensibili, posso riprodurre un leghista, posso diventare un opinion leader. Ho raggiunto i 50mila fan e non è che ho fatto dei contenuti geniali: tutte banalità, slogan semplici.

Per prendere like cosa serve? Basta mettere il faccione di Salvini?
Ho notato che la cosa di Salvini con un cartello, con una scritta, funziona tantissimo, sopra la media, non so perché però, ha un effetto particolare sulle persone.

Per cui quando sulla pagina c’è meno movimento infili un cartello?
Dipende, se non ho altre idee in quel momento, se non mi viene in mente uno slogan per un tema specifico del giorno, a volte lo metto, sì.
In uno dei miei post che ha fatto più condivisioni, tanto che mi ha quasi spaventato, c’era Salvini con un cartello su cui avevo scritto: “Se vuoi che continuo a fermare gli sbarchi condividi e scrivi ‘fallo’”. Era bellissimo perché c’erano 15mila commenti e 10mila erano “fallo”. E tra l’altro avevo scritto sopra nel testo, nella condivisione dell’immagine, tipo, “fallo” per tutti gli italiani, “fallo” per te, però la gente condivideva lo stesso.

Non ti chiedi mai se stai confondendo più che aiutando?
Questo sì, o meglio, anche qui la risposta è ambigua. Un mio amico recentemente mi ha proprio insultato: “Hai rotto i coglioni, ho un mio collega in pensione che condivide sempre i tuoi post, smettila” oppure anche altri mi hanno detto: “Però non ci pensi che con queste cose i leghisti non si rendono conto e tu li fomenti ancora di più”. E io dico ok, però, intanto sensibilizzo anche sul tema, vi faccio vedere che elementi sono. Poi c’è anche un altro punto: loro adesso hanno un enorme consenso, se io metto una cosa a caso di Salvini, scrivo “viva le scarpe di cuoio, italiane ovviamente”, faccio 10mila condivisioni. Allora penso: facciamo così, aumentiamo le loro aspettative, diciamogli che Salvini manderà via tutti i cattivi, che farà arrestare tutti gli spacciatori, aumentiamo, acceleriamo questo consenso, perché poi, a un certo punto, tra un anno, due anni, la gente con tutte queste grandi aspettative che ha, finalmente inizierà ad essere delusa e il consenso calerà da sé, in teoria. Poi magari invece potrebbe rivelarsi un castello di carte, che crolla su se stesso, un po’ come è successo a Renzi: prima era al 40% e adesso sembrano passati 10 anni da quei consensi. Con il mio trollaggio io voglio accelerare la parabola del politico, accelerare l’ascesa dei consensi, in modo da anticiparne la discesa.

Non hai paura di essere scambiato per un troll pro Salvini? Alcuni tuoi post potrebbero farlo pensare.
Però ogni tanto ci metto qualcosa almeno di un po’ di ridicolo, tipo un Gesù Cristo in trasparenza. C’è una pagina che secondo me si è ispirata a me, ma loro la curano molto meglio, “Noi che amiamo il capitano Matteo”, loro fanno immagini carine però la loro è più smaccatamente troll, io la voglio tenere ambigua perché voglio che piaccia ai leghisti.

EGLI PROMETTEE POI MANTIENE.

Pubblicato da Italiani con Salvini su Mercoledì 21 novembre 2018

Perché non vuoi rivelare la tua identità?
Fare il mio nome su internet non mi è mai piaciuto in realtà… cioè forse lo farò un giorno, e magari chiederò soldi.

A chi?
Veramente ci stavo pensando anche prima: potrei mettere una mia foto dicendo che sono disoccupato e ho perso il lavoro e magari chiedo dei soldi.

Sei serio?
Sì, cioè, l’ho pensato, non so se lo farò. Oppure potrei raccogliere soldi per un fondo per gli studenti di destra, perché siccome gli studenti di sinistra sono tutti figli di papà e poi diventano giudici di sinistra, allora potrei proporre: facciamo un fondo per gli studenti di destra così possono anche loro studiare e diventare avvocati, diventare giudici… questa è l’idea per un post, ovviamente.

Sarebbe un esperimento sociale interessante.
Sì poi magari ci metto il mio numero di conto corrente, non so se ci cascano, dovrei lavorarla bene.

Quindi la Lega non ti paga. Non ti paga nessuno?
Non mi paga nessuno. Ho anche pensato che se mi stufo della pagina, potrei mettere un annuncio: “ragazzi vendo la pagina, è finita questa avventura, adesso vedrete solo dei post seri”.

Salvini vorresti incontrarlo o lo hai già incontrato?
È capitato che venisse qua vicino nelle Marche e siamo andati a vederlo per curiosità, un po’ per vedere che gente c’era. Ho anche postato una foto di lui: mi ero scritto sul braccio la parola CAPITONE.

In qualche modo lo stimi?
No.

Che cosa ne pensi della sua pagina personale e del suo tipo di comunicazione?
Si può dire che è efficace però non è un complimento, nel senso che può essere efficace anche la mia pagina allora… La sua pagina è abbastanza spregevole, lui è sempre ridondante nel cercare in ogni evento di dire qualcosa che possa essere politico: cade un asteroide in Italia e magari riesce a scrivere che se le amministrazioni precedenti avessero istituito una sorveglianza del cielo la cosa non sarebbe successa. Che poi alla fine era un po’ come faceva il Duce, come fa ogni politico: quando vince uno sportivo, e lui si fa la foto con la squadra di calcio, con la squadra di pallavolo femminile… usa cose che non sono politiche, non dipendono da lui, ma riesce in qualche modo a mostrare che lui le approva, che è anche grazie a lui che succedono, grazie a questa vicinanza.

Abbiamo visto un tuo meme, quello su De André. Ovviamente il riferimento a Corinaldo si coglie. Non ti sei fatto nessuno scrupolo nell’usare questa tragedia per il meme?
In realtà è un po’ generico, perché il fatto che lui facesse notare che ascoltava De André è vero, e il fatto di dire che non bisogna andarsi ad ubriacare è uno dei cliché tipici che ho usato anche altre volte dicendo che i bar dovrebbero chiudere alle sette e mezza, una cosa del genere…

Certo, però la concomitanza di eventi non può essere casuale
Sì ma comunque non ho fatto riferimenti precisi, alla fine mi sono voluto tenere un po’ generico. In un certo senso è stato un po’ ispirato a quel fatto, però fondamentalmente non ci sono riferimenti precisi, il contenuto sarebbe andato bene anche un mese fa… poi non ha fatto neanche tutto quel gran successo. Ad esempio quell’immagine lì, quella di lui col cuore, l’ho trovata cercando Salvini e De André.

Ti fai mai scrupoli sul contenuto dei tuoi post?
Che io ricordi non sono mai andato a speculare su temi particolarmente sensibili, temi che magari Salvini ha toccato fin troppe volte.

Recentemente sei finito su Bufale.net: hanno sbugiardato un paio di tuoi meme, quelli su Meloni, Boldrini…
Ah sì, ho visto. Quei siti però, certe volte, sbufalano cose che non ne hanno bisogno: è già evidente a tutti quanti che si tratti di cose create da troll. Poi i leghisti quelle pagine lì neanche le seguono e se anche le seguono non gli danno particolarmente credito. Invece chi le segue abitualmente penso avesse già capito che era un fake, perché la Boldrini non l’avevo attaccata nemmeno con photoshop, ma con paint, l’avevo voluta mettere ritagliata, con le linee un po’ tremanti.

Forse ci sono anche persone che ti seguono e non capiscono…
Sì, però quelle persone lì non seguono sicuramente il sito Bufale.net. Adesso si parla molto di fake news, però quelli che cadono più spesso nelle fake news, l’unica cosa che hanno imparato è che, ok, esistono queste fake news ma le associano sempre alle notizie che parlano male dei loro idoli, quindi le fake news diventano solo quelle che parlano male di Salvini, di Grillo, ecc. Perciò, dare la coscienza che esistono le fake news, in un certo senso, per alcuni ha peggiorato la situazione perché per loro le fake news sono soltanto le notizie brutte. A quelle che gradiscono, invece, credono lo stesso.

Stai dicendo che ognuno legge le fake news secondo il proprio punto di vista?
Esatto, perché adesso la gente che ha scoperto che esistono le fake news considera tali solo le notizie che non confermano il suo punto di vista. Far capire alla gente che esiste il concetto di fake news non ha migliorato la comprensione.

E i contenuti che produci tu non sono bufale?
Un tempo per me una notizia era un articolo scritto su un giornale: La Repubblica, per uno a cui piace un’informazione più di sinistra, il Corriere della Sera, mettiamo pure Libero, per me proprio mondezza o Il Giornale, che è mondezza, però almeno è una testata, con giornalisti iscritti all’albo e una sua autorevolezza… Se Libero, La Repubblica, La Stampa, pubblicano una notizia che è una bufala, ok, quella la chiamo fake news, ma adesso siamo arrivati al livello che se un tizio, definiamolo troll, mette una foto a caso di Salvini con una scritta fatta con paint diventa una notizia, cioè diventa una fake news! È assurdo, quella è un’immagine, un’immagine fatta con paint, non ha una minima autorevolezza. Però basta che questo si diffonda in rete, e dicono, “guarda, ci sono queste fake news”…

Quindi un meme non è una notizia?
Un meme per me è una semplice immagine jpeg fatta con paint. Che possa diventare addirittura una terribile fake news vi dà l’idea dell’aberrazione a cui siamo arrivati: questa gente prende per notizia un’immagine. Ecco purtroppo in qualche modo, in questa società dei social, siamo arrivati al punto che se uno fa un meme questo meme viene tacciato di essere una fake news e forse ha la stessa influenza di una notizia sul giornale.

Dicci la verità, dove vuoi arrivare?
Ah, non lo so, ve l’ho detto, o mi comprano la pagina per qualche centinaio di euro, magari mille, ma comunque ancora non lo so, vediamo… Diciamo che, finché c’ho voglia di mettere qualcosa lo metto.

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