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Il Texas ha deciso di riaprire tutto e togliere l’obbligo di mascherina

"È il momento di riaprire il Texas al 100%", ha detto il governatore. Per i Democratici è ancora presto: la campagna vaccinale fa progressi e sta dando i primi risultati, ma gli Stati Uniti registrano ancora una media di oltre 65mila casi  e 2000 morti al giorno

Spencer Platt/Getty Images

“È il momento di riaprire il Texas al 100%”. Con queste parole il governatore repubblicano del Texas Greg Abbott ha annunciato la riapertura totale di scuole e uffici nello Stato americano e la fine dell’obbligo di indossare la mascherina. Come riporta il New York Times, si tratta della decisione più radicale presa negli Stati Uniti, dove i casi sono i discesa anche grazie alla campagna vaccinale in corso e dove sempre più Stati stanno valutando come procedere per quanto riguarda la graduale rimozione delle restrizioni e le riaperture dopo un anno di pandemia. Il Texas ha deciso di fare tutto subito. 

Ma il Covid non è scomparso all’improvviso – come del resto ha aggiunto anche Abbott. E ora negli Stati Uniti c’è una divisione tra chi vuole riaprire tutto subito e chi, come le autorità federali, consigliano prudenza e piccoli passi. Il dott. Fauci, consigliere del presidente Biden per la gestione della pandemia, ha per esempio detto di recente che per piccoli gruppi di persone vaccinate incontrarsi al chiuso presenta un rischio minimo. Ma ha anche detto che per tutto il resto ci vogliono ancora dati, studi e “buonsenso”.

Dall’altra parte però ci sono i governatori. Gretchen Whitmer, la governatrice democratica del Michigan che l’anno scorso era stata presa di mira dalle manifestazioni di estrema destra anti-lockdown, ha già deciso di allentare le restrizioni. Lo stesso ha fatto il repubblicano Charlie Baker, governatore del Massachusetts, mantenendo però in vigore l’obbligo di indossare la mascherina in pubblico. E poi c’è il Texas.

La decisione di Abbott – che entrerà in vigore il prossimo 10 marzo – è stata fortemente criticata dai Demoratici, che la considerano troppo ottimista. È vero che la campagna vaccinale ha cominciato a dare i primi risultati e l’aumento dei nuovi casi sta diminuendo, ma gli Stati Uniti registrano ancora una media di oltre 65mila casi  e 2000 morti al giorno. E questo senza considerare la possibile diffusione della varianti.