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Il presidente ungherese Orban ha annunciato un referendum sulla sua legge anti-LGBT

La legge vieterà di mostrare ai minori qualsiasi materiale su temi LGBT, che sia in un film o a scuola. Ma le domande del referendum sono cose come: "Sei favorevole a promuovere di fronte ai bambini le procedure per il cambio di sesso?"

Proteste contro Orban nel gennaio 2019. Laszlo Balogh/Getty Images

Per difendere la sua nuova legge anti-LGBT, Viktor Orban chiede aiuto al popolo ungherese, e annuncia un referendum sul “futuro dei bambini ungheresi”. Il provvedimento, approvato dall’Assemblea nazionale il mese scorso, vieta di mostrare ai minori qualsiasi tipo di materiale a tema LGBT, a scuola, nei film oppure nelle pubblicità. 

“È una scusa per discriminare le persone in base al loro orientamento sessuale”: così ha liquidato la nuova legge, definendola “vergognosa”, Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, che ha avviato due procedure di infrazione e che, per la violazione dello stato di diritto, è disposta anche a congelare i fondi destinati all’Ungheria per la ripresa post-pandemia. Sulla stessa linea, anche i leader di 17 Paesi dell’Unione Europea, che hanno scritto una lettera per segnalare che la legislazione rappresenta una violazione dei “diritti fondamentali”.

Ma Orbàn è pronto ad alzare la posta, e sottoporrà ai suoi cittadini – in una data che non è ancora stata stabilita – cinque domande formulate in modo equivoco, riportate su Twitter dalla giornalista ungherese Viktória Serdült: “Sei favorevole a un’educazione sessuale che mostri i diversi orientamenti sessuali, impartita ai bambini senza il consenso dei genitori?”, “Sei favorevole a promuovere di fronte ai bambini le procedure per il cambio di sesso?”, “Sei favorevole all’idea che tali procedure siano rese disponibili per i bambini?”, “Sei favorevole alla trasmissione senza restrizioni di programmi mediatici che influenzano lo sviluppo dei bambini?”, “Sei favorevole all’idea che i programmi mediatici che ritraggono il cambiamento di sesso siano disponibili per i bambini?”.

“È in gioco il futuro dei nostri figli: non possiamo cedere terreno su questo problema”, ha detto Orbàn – che si vuole presentare come il difensore dei valori cristiani tradizionali contro il liberalismo occidentale – in un video su Facebook. “Nelle ultime settimane, Bruxelles ha chiaramente attaccato l’Ungheria per la sua legge sulla protezione dei bambini. Le leggi ungheresi non consentono la propaganda sessuale negli asili, nelle scuole, in televisione e nelle pubblicità”.

Secondo gli esperti, la retorica anti LGBT di Orbàn sarebbe semplicemente una strategia politica funzionale alle elezioni del prossimo aprile. Il primo ministro di estrema destra, dopo 10 anni consecutivi di governo, dovrà sfidare una coalizione dell’opposizione, e cerca di guadagnare consensi sobillando il popolo contro un nuovo nemico. In passato lo aveva individuato nei migranti: nel 2016 aveva indotto un referendum per chiedere alla popolazione se fosse disposta ad accogliere i migranti. Ma oggi, quello, è un tema che non porta più voti: “Non ci sono praticamente migranti in Ungheria”, ha spiegato Zoltan Novak del Center for Fair Political Analysis, “mentre ci sono molte persone LGBT e persone sensibili a questi temi”.

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