Il più celebre diffusore di fake news italiano ha colpito ancora | Rolling Stone Italia
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Il più celebre diffusore di fake news italiano ha colpito ancora

Cesare Sacchetti è stato perquisito dalla Guardia di Finanza per aver divulgato notizie false sulle condizioni di salute del premier Draghi

Il più celebre diffusore di fake news italiano ha colpito ancora

Foto: Mika Baumeister/Unsplash

Cesare Sacchetti, il più celebre diffusore di fake news nostrano, è stato perquisito dalla Guardia di Finanza con l’accusa di aver divulgato notizie false sul suo canale Telegram «in merito a presunte precarie condizioni di salute dell’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi, con conseguente prevedibile istigazione ad una reazione nel contesto eversivo antigovernativo No vax».

Come ha fatto sapere lo stesso Sacchetti con un post sul blog di “contro-informazione” che dirige, La cruna dell’ago, la sua giornata di ordinaria follia è iniziata il 27 gennaio.

Paragonandosi senza troppi problemi a Josef K., il protagonista del Processo di Franz Kafka, Sacchetti (che, vale la pena ricordarlo, è un giornalista pubblicista regolarmente iscritto all’albo) ha raccontato nel dettaglio le fasi che hanno scandito la sua giornata di ordinaria follia: «Prima delle sette del mattino, alle 6:40 per la precisione, gli uomini della DIGOS si presentano con un decreto di perquisizione del mio appartamento per acquisire in realtà ciò che interessava particolarmente agli agenti, ovvero il mio telefono cellulare».

Ha poi aggiunto che «a quell’ora, immagino come molti altri lettori, dormivo un sonno profondo e quindi ritrovarsi buttato giù dal letto per vedersi davanti questo decreto è un risveglio traumatico». Poco dopo, gli agenti hanno sequestrato il suo computer e il telefono cellulare.

Com’è facile intuire, Sacchetti non ha preso troppo bene la faccenda: «Un sistema che dà vita ad un’azione del genere è un sistema che è ormai all’angolo. È una bestia ferita che si dimena e che tenta di dare gli ultimi morsi prima della sua definitiva dipartita», ha scritto, chiudendo con una massima da fare invidia a Martin Luther King: «Il tempo e la storia sono dalla parte di chi si è schierato per la libertà e contro questo piano per ridurre in polvere il Paese così tanto odiato dalla massoneria, ovvero l’Italia. Non saranno pressioni di questo tipo a fermare la macchina della storia».

Non è la prima volta che Sacchetti balza agli onori della cronaca per le sue teorie un po’ fantasiose: come avevamo raccontato su Rolling Stone, nel maggio del 2020 NewsGuard, azienda americana leader nel monitoraggio della disinformazione sul web, lo ha inserito nella lista dei “super-diffusori di disinformazione sulla Covid-19 in Europa”.

Sacchetti è uno dei cinque italiani a contendersi il decisamente poco ambito primato europeo, insieme all’ex coordinatrice siciliana della Lega Patrizia Rametta, all’ex responsabile della comunicazione del Movimento 5 Stelle al Senato Claudio Messora (noto su internet per il suo blog Byoblu), all’attuale senatore del M5S Elio Lannutti e ad Alessandro Meluzzi, già parlamentare di Forza Italia, oggi assiduo frequentatore di salotti televisivi.

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