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Il futuro che ci aspetta secondo la giornalista che aveva predetto l’epidemia

Laurie Garrett ha scritto "The Coming Plague" nel 1994, in cui prevedeva la pandemia. Oggi le sue previsioni sul "ritorno alla normalità" non sono molto confortanti

Christopher Furlong/Getty Images

A fine marzo l’edizione americana di Vanity Fair ha dedicato un lungo articolo alle “Cassandre del coronavirus”, ossia tutti gli esperti che per anni e anni, inascoltati, hanno messo in guardia il mondo che prima o poi sarebbe arrivata una pandemia come quella che stiamo vivendo oggi. 

La più famosa di queste Cassandre è senz’altro David Quammen, l’autore di Spillover che un po’ tutti i media italiani stanno intervistando nelle ultime settimane, che ha portato quelle idee nella cultura di massa. Un’altra celebre Cassandra è Laurie Garrett, autrice di The Coming Plague nel lontano 1994.

Garrett è una giornalista che si occupa da decenni di salute pubblica: ha coperto l’epidemia di AIDS e quella di Ebola in Zaire negli anni Novanta, lavoro per cui ha vinto il Premio Pulitzer. Insegna ad Harvard, è membro del Council on Foreign Relations ed è stata consulente per l’altra opera artistica che sta venendo citata ovunque in questi mesi, il film Contagion del 2011.

Visto che la sua previsione si è rivelata azzeccata, di recente il New York Times ne ha chiesta a Garrett un’altra: stavolta su quello che succederà nei prossimi mesi o anni, sul modo in cui supereremo o ci adatteremo alla pandemia, sul mondo che verrà. Le sue previsioni non sono molto rassicuranti. 

“Sono abbastanza certa che questa cosa si diffonderà a ondate”, ha detto Garrett. “Non sarà uno tsunami che colpisce gli Stati Uniti tutti in una volta e poi si ritira. Saranno micro-ondate una a Des Moines, e poi una a New Orleans, e poi a Houston e via dicendo, influenzerà il modo in cui la gente pensa a tutta una serie di cose”. E per quanto riguarda un vaccino, Garrett è estremamente pessimista: “ci vorranno circa 36 mesi, e questo nella migliore delle ipotesi”.

Vale la pena stare ad ascoltare quello che ha da dire proprio perché oggi, con l’inizio della “fase 2” in tutta Italia, ci sembra di star facendo un primo passo verso il ritorno alla normalità. Invece secondo Garrett non ci sarà nessun ritorno a nessuna normalità: ci sarà la creazione di una nuova normalità. 

“Questa è la storia che si dipana di fronte a noi. Siamo ‘tornati alla normalità’ dopo l’Undici Settembre? No. Abbiamo creato una nuova normalità. Abbiamo aumentato la sicurezza negli Stati Uniti. Ci siamo trasformati in un Paese antiterrorismo. Ha cambiato tutto. Non potevamo entrare in un palazzo senza mostrare la carta d’identità e passare da un metal detector, non abbiamo più potuto prendere gli aerei come prima. Succederà la stessa cosa con questo”.

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