Il climate change secondo Trump: «Se gli oceani si alzano, avremo più case vista mare» | Rolling Stone Italia
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Il climate change secondo Trump: «Se gli oceani si alzano, avremo più case vista mare»

lo ha detto ieri, durante un comizio per appoggiare la candidatura al Congresso dell'ex governatrice dell'Alaska, Sarah Palin. Oltre alla solita ironia verso il riscaldamento globale, ha definito Elon Musk un "artista delle stronzate" per il suo dietrofront sull'acquisto di Twitter

Donald Trump

Foto: AFP via Getty Images

Non è più un segreto: Donald Trump sta lavorando strenuamente per preparare il suo ritorno in campo in vista delle elezioni del 2024, organizzando una serie di comizi in tutto il Paese per riabilitare la sua immagine pubblica – che risente ancora moltissimo degli sviluppi dell’assalto di Capitol Hill del 6 gennaio 2021, oggetto di un’inchiesta della commissione speciale della Camera dei rappresentanti che sta facendo trapelare risvolti sempre più inquietanti. Trump non ha intenzione di rinunciare alla sua leadership all’interno del Partito Repubblicano e, per farlo, deve necessariamente dimostrare ai propri elettori potenziali che, no, due anni di distanza dalla Casa Bianca non lo hanno cambiato.

Ieri si trovava ad Anchorage, in Alaska, per appoggiare la candidatura della repubblicana Sarah Palin al Congresso. E, se avete pensato anche soltanto per un secondo che il Tycoon potesse ammorbidire le proprie posizioni su certi argomenti, be’, vi siete sbagliati. Le sue ossessioni (il politicamente corretto e la censura sui social, il negazionismo estremo dei cambiamenti climatici, le elucubrazioni contro presunte “teorie gender”) sono ancora più vive che mai.

Ad esempio, in relazione ai cambiamenti climatici, Trump ha ironizzato sugli stravolgimenti in atto spiegando ai propri sostenitori che, insomma, «non c’è da preoccuparsi», perché se gli oceani si alzeranno lo “scenario peggiore sarà che avremo un po’ più di proprietà con vista mare».

Oltre allo scetticismo climatico, Trump ha riservato ampio spazio ai riferimenti relativi ai presunti “brogli elettorali” di Biden (che, come sappiamo, non ci sono mai stati) e al suo nuovo social, Truth, che ha definito “caldo come una pistola”, e ha definito Elon Musk un “artista delle stronzate” per via del suo dietrofront sull’acquisto di Twitter, il social che avrebbe dovuto liberare dalla censura. Insomma: le premesse non sono per niente confortanti.