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I vaccini contro il Covid potrebbero diventare inefficaci nel giro di un anno

Un sondaggio di People’s Vaccine Alliance, che ha interessato 77 scienziati di 28 Paesi, lancia l'allarme: bisogna vaccinare tutto il mondo, altrimenti non c'è modo di evitare la nascita di varianti che potrebbero rendere inutili i vaccini

Olivier Matthys/Getty Images

Potremmo avere un anno o meno prima che i vaccini contro il COVID-19 diventino inefficaci. È ciò che riporta il Guardian citando il parere di una serie di epidemiologi, virologi ed esperti di malattie infettive che hanno risposto a un sondaggio di People’s Vaccine Alliance – una coalizione di organizzazioni umanitarie, che include tra le altre Amnesty International e Oxfam, e che lavora per aumentare l’accessibilità dei vaccini. 

Secondo il sondaggio, che ha coinvolto 77 scienziati di 28 Paesi, la finestra a disposizione per uno sforzo di vaccinazione globale in grado di neutralizzare la minaccia rappresentata dal COVID-19 è sempre più ristretta. Secondo l’88% degli intervistati, la bassa copertura vaccinale presente in molti Paesi renderà più probabile la comparsa di varianti resistenti ai vaccini attualmente disponibili. Due terzi degli intervistati hanno detto che abbiamo un anno o meno prima che i vaccini attualmente esistenti diventino inefficaci, mentre un terzo ha detto che ci vorrà meno – al massimo nove mesi. 

“Nascono ogni giorno nuove varianti. A volte trovano una nicchia che le rende più adatte del virus da cui sono nate. Queste varianti fotunate possono diffondersi più efficacemente e potenzialmente evitare la risposta immunitaria ai ceppi di virus precedenti”, ha al Guardian detto Gregg Gonsalves, professore associato di Epidemiologia a Yale. “A meno di vaccinare tutto il mondo, stiamo lasciando spazio a sempre più mutazioni, che potrebbero produrre varianti in grado di rendere inutili i nostri vaccini e richiedere ulteriori vaccinazioni”.

I vaccini attualmente disponibili mischiano vecchie e nuove tecnologie – come l’mRNA usato da Pfizer/BioNTech e Moderna, che consente di modificare rapidamente (nel giro di settimane o mesi) il vaccino per adattarlo a nuove varianti del virus. Il problema rimane però quello della produzione e della distribuzione: si tratta di vacccini molto più costosi del normale e molto più difficili da conservare, il che li rende meno facili da ottenere e utilizzare da parte dei Paesi poveri.