I sostenitori di Trump hanno attaccato il Congresso degli Stati Uniti | Rolling Stone Italia
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I sostenitori di Trump hanno attaccato il Congresso degli Stati Uniti

Oggi si sarebbe dovuta ratificare ufficialmente la vittoria di Biden alle elezioni americane. Ma una folla di manifestanti pro-Trump ha invaso l'edificio, si è scontrata con la polizia e si parla di tentativo di colpo di stato

I sostenitori di Trump hanno attaccato il Congresso degli Stati Uniti

ROBERTO SCHMIDT/AFP via Getty Images

Come riporta la CNN, una folla di sostenitori di Trump e adepti della teoria del complotto QAnon ha attaccato questa sera il Congresso degli Stati Uniti, interrompendo la seduta in cui si sarebbe dovuto ratificare il voto dei grandi elettori e quindi la vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali – un passaggio formale che avrebbe sancito di fatto la fine della presidenza Trump. 

La giornata di oggi era attesa già da settimane, perché Trump aveva continuato ad accusare i Democratici di brogli e a non riconoscere il risultato delle elezioni. Per questo motivo, una decina di senatori e un centinaio di deputati del Partito repubblicano avevano già deciso di obiettare alla volontà dei grandi elettori – un gesto simbolico che non avrebbe impedito la ratifica a maggioranza della vittoria di Biden. Trump stesso si era rivolto ai suoi sostenitori dicendo ancora una volta di considerare le elezioni truccate e il voto non valido. 



Poco dopo, centinaia di manifestanti pro-Trump hanno attaccato il Congresso, riuscendo a sfondare i cordoni della polizia e a fare irruzione nell’edificio. Il Congresso è stato evacuato in tutta fretta e i manifestanti, molti dei quali armati, hanno danneggiato l’aula e gli uffici di deputati e senatori. Ci sono stati scontri con la polizia e c’è stata una sparatoria le cui circostanze non sono ancora chiare. Bombe rudimentali sono state ritrovate nelle sedi del Partito repubblicano e del Partito democratico, poco distanti.



Il portavoce del Pentagono ha annunciato che l’esercito ha ordinato la mobilitazione della guardia nazionale per respingere i manifestanti e che questa interverrà a sostegno della polizia federale.