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I risultati dello studio dell’Istat sul coronavirus in Italia

Secondo le stime sulla base dei test sierologici, quasi un milione e mezzo di italiani avrebbe contratto il coronavirus – un dato sei volte superiore al numero di casi registrati

Foto CDC/Getty Images

Ieri l’Istat ha pubblicato i primi risultati dell’indagine di sieroprevalenza sulla diffusione del coronavirus tra la popolazione italiana. Si tratta di un’indagine avviata lo scorso 25 maggio insieme al ministero della Salute e alla Croce Rossa ed effettuata tramite i test sierologici che servono a rilevare la presenza nel sangue degli anticorpi contro il virus. Bene, dall’indagine è venuto fuori un dato interessante: si stima che quasi un milione e mezzo di persone abbiano contratto il SARS-CoV-2 – ovvero il 2,5% della popolazione. Un dato sei volte superiore a quello dei contagi effettivamente registrati durante la pandemia.

Lo scopo dell’indagine, effettuata su un campione di persone rappresentativo della popolazione italiana, era capire meglio la diffusione del virus e il modo in cui è avvenuta. Durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati, la direttrice dell’Istat Linda Laura Sabbadini ha detto che il numero dei test sierologici effettuati è stato di 64.600. La positività al test indica soltanto la presenza di una risposta immunitaria al virus, che di per sé non garantisce l’immunità a una nuova infezione.

I dati raccolti mostrano forti differenze in base alle zone – cosa in linea con la diffusione dei contagi e la mortalità. Il 51% delle persone che hanno sviluppato anticorpi per il virus si trova in Lombardia, dove avrebbe contratto il coronavirus il 7,5% della popolazione. In generale l’incidenza è maggiore per le persone che lavorano nella sanità e nella ristorazione e inferiore per bambini piccoli e anziani, probabilmente per via delle tutele particolari che si sono avute nei loro confronti. 

Secondo i dati raccolti dall’indagine, tra chi ha sviluppato gli anticorpi e quindi è stato contagiato dal virus, il 27% è stato asintomatico, il 23% ha avuto solo uno o due sintomi e non ha perso gusto e olfatto, mentre il 41% ha avuto tre o più sintomi compresa la perdita temporanea di gusto e olfatto. Un dato che mostra come la maggioranza dei contagiati non abbia sintomi o abbia sintomi lievi e sia difficile da individuare. 

Infine il dato di Bergamo, la provincia più colpita in Italia dall’epidemia: un quarto degli abitanti della zona – il 24% – ha gli anticorpi per il coronavirus.