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I riders scioperano e attaccano il Pride: “Siamo contro chi usa i diritti civili per ripulirsi l’immagine”

Deliverance Milano, un collettivo di precari del delivery, ha pubblicato un post in cui definisce una “contraddizione soverchiante” la sponsorizzazione di Deliveroo al Pride

Foto IPA

“Siamo le fattorine e i fattorini delle piattaforme digitali, siamo il precariato urbano migrante e transqueer femminista, sul nostro lavoro e sfruttamento si regge l’intera economia del sistema metropolitano”. Inizia così il lungo post pubblicato pochi minuti fa da Deliverance Milano, il collettivo di precari del delivery che ha organizzato lo sciopero dei driver previsto per la serata di oggi, 28 giugno.

Lo sciopero, annunciato per migliorare le condizioni di lavoro di chi ogni giorno ci porta la cena a casa – salario minimo garantito, aumento del salario per consegne notturne o con maltempo, ferie, malattia e Tfr –, arriva nel mezzo della polemica con gli organizzatori della Pride Week, criticati per aver accettato la sponsorizzazione di Deliveroo, una delle aziende simbolo della galassia del delivery, soprattutto per un evento che vuole celebrare i 50 anni dalle rivolte di Stonewall.

“In una piazza come quella del Pride di Milano, le contraddizioni ci appaiono soverchianti, il messaggio politico inquinato”, si legge nel post di Deliverance Milano. “Scegliamo di prendere posizione contro tutti coloro che usano la battaglia dei diritti civili con l’intenzione di ripulirsi l’immagine, nascondendo dietro a campagne di marketing il fatto che queste compagnie negano diritti sindacali ai loro lavoratori, al solo scopo di legittimare profitti criminali e appetiti di mercato”.

Sul tema è intervenuto anche Nichi Vendola: «Il Pride è anche una grande impresa economica, e non penso che questo (legarsi a un marchio commerciale, ndr) ne depotenzi il messaggio politico. Ciò che, invece, mi pare necessario, è controllare che tra gli sponsor non ci siano aziende che magari praticano comportamenti vessatori verso i lavoratori: i diritti civili e i diritti sociali sono legati da un nodo indissolubile».

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