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I piloti volontari che aiutano le donne americane ad abortire

Sembrava uno scenario da narrativa distopica, ma con il ribaltamento della 'Roe vs Wade' è diventato realtà

Future Publishing via Getty Image

I primi due appuntamenti della paziente sono stati cancellati. E quando il governatore dell’Oklahoma ha trasformato in legge il più rigido divieto di aborto in vigore nella nazione, il 26 maggio scorso, il terzo è stato spostato da un centro Planned Parenthood in Oklahoma City alla più vicina clinica con un posto libero, a circa 10 ore di viaggio da lì fra andata e ritorno, in Kansas (la branca locale di Planned Parenthood si occupa di 4 Stati – Missouri, Kansas, Oklahoma e Arkansas – e prende appuntamenti in tutti quanti). «Era un maledetto casino», dice Alison Dreith, direttrice delle partnership strategiche presso Midwest Access Coalition, ente che si occupa di aborto con sede a Chicago.

Un amico della paziente è riuscito a prendere un’auto a noleggio e a portarla in Kansas, dove lei si aspettava di poter procedere con la procedura ambulatoriale. «Quando è arrivata a destinazione», racconta Dreith, «aveva superato il periodo in cui per la struttura era possibile procedere a livello ambulatoriale. E le hanno nuovamente spostato l’appuntamento, perché quel giorno non potevano fare interventi chirurgici… al che mi sono incazzata, perché era arrivata una persona dall’Oklahoma e quelli la rimbalzavano!».

Midwest Access Coalition era pronta a rimborsare il costo di una seconda auto a noleggio per tornare in Kansas, ma l’amico della paziente non era più disponibile ad accompagnala. La ragazza, abbastanza grande per lo Stato per portare a termine una gravidanza non desiderata, non aveva però l’età necessaria per affittare un’auto. «Non poteva noleggiare un mezzo e stava andando fuori di testa», ricorda Dreith, che a quel punto si è rivolta a un volontario, Mike, che si preparava da mesi per questo momento.

Mike, un uomo gentile del Midwest (che chiameremo solo per nome, per proteggerne l’identità) è un pilota di aerei hobbista da oltre 10 anni. È un passatempo dispendioso; con quelli come lui, dice, a volte fa «quello che chiamiamo “l’hamburger da 100 dollari”, per cui voliamo tutti assieme verso l’aeroporto più vicino che abbia un ristorante» per mangiare qualcosa. Dopo l’elezione di Trump nel 2016, Mike ha iniziato a pensare a come utilizzare per cause migliori la sua licenza di volo. Lo scorso autunno, più o meno quando la legge sull’aborto in Texas è entrata in vigore, ha iniziato a coltivare l’idea di trasportare in aereo le pazienti a cui servisse un’interruzione di gravidanza e che vivevano in Stati che la proibivano. «Lavoro alla MAC da 15 anni e questa è una delle poche soluzioni innovative che ho visto», dice Dreith.

I piccoli aerei da diporto offrono diversi vantaggi per una paziente che abbia necessità di interrompere una gravidanza nell’America post-Roe: possono venirti a prendere in qualunque piccolo campo d’aviazione locale, di quelli che sono un po’ ovunque in America, farti passare il confine e riportarti a casa nel giro di poche ore. In un momento in cui alcuni legislatori troppo zelanti stanno pensando a leggi che rendano punibile chi aiuta le pazienti a viaggiare per praticare un aborto, i voli privati hanno un ulteriore vantaggio: non sono controllati. «Non c’è alcun controllo negli aeroporti», dice Mike. «Nessuno ti chiede chi sei e perché sei lì. È tutto privatissimo e sicuro e non devi viaggiare su un aeroplano con tanta altra gente».

Lo scorso anno, Mike si è messo in contatto con Air Care Alliance, un ente non-profit in cui alcuni piloti volontari si mettono a disposizione di organizzazioni varie per portare aiuti, scorte o per evacuare le persone in seguito a disastri naturali. Mike è stato messo in contatto con un altro pilota che era interessato a fare lo stesso lavoro. In aprile sono entrati in forze dell’Elevated Access, organizzazione di piloti volontari che si adoperano per portare pazienti che devono abortire o vogliono cambiare sesso in Stati che garantiscono questi diritti.

Il sito di Elevated Access era andato online da un paio di giorni, quando si è diffusa la voce che la Corte Suprema avrebbe sovvertito la sentenza Roe. Nei giorni seguenti più di 200 piloti si sono resi disponibili come volontari per l’organizzazione. Ora sono tutti in fase di selezione, il che significa che si stanno valutando le loro credenziali di volo, i loro account social e li stanno sottoponendo a colloqui. «Chiediamo anche di spiegare le loro idee sull’aborto e sul diritto a cambiare sesso», dice Mike. Una volta che un pilota supera la selezione – fino a ora 67 l’hanno fatto – può essere contattato quando c’è necessità.
La recente decisione della Corte Suprema sicuramente comporterà una crescita di domanda da parte di pazienti che risiedono in Stati dove l’aborto ora è illegale.

Utilizzare voli privati è una buona soluzione, ma non sempre è la cosa migliore. Se, per esempio, qualcuno che vive ad Austin dovesse volare fino a Denver per un appuntamento, sarebbe meglio e meno costoso se lo facesse usando i voli commerciali. I servizi di Elevated Access sono più utili per chi vive in aree rurali o in Stati antiabortisti circondati da altri Stati con le stesse leggi, come la Louisiana, da dove la distanza media da percorrere per la prima clinica utile è di 870 chilometri circa. Oppure nel caso di due città non collegate direttamente da voli commerciali, come Oklahoma City e Kansas City.

«Questa risorsa non–profit non è da utilizzare quotidianamente», dice Dreith. «È riservata a quei casi in cui, dopo aver tentato tutto per trovare una soluzione comoda, mi rendo conto che il viaggio è davvero troppo costoso o troppo lungo».

Il secondo viaggio in Kansas della paziente di cui parlavamo all’inizio è stato più breve del primo: in tutto nemmeno tre ore, invece delle quasi 10 che ci sarebbero volute in auto. La spesa, compreso il carburante, è stata di 500-600 dollari, contro i mille abbondanti calcolati da Dreith per un volo commerciale andata e ritorno più alloggio per una notte. Al momento il costo del carburante dei voli Elevated Access è a carico dei piloti, ma è stata fatta richiesta per un’esenzione (ancora in fase di esame) che consentirebbe loro di essere rimborsati.

Nessuna di queste soluzioni è ideale. Pur con molti vantaggi, il volo privato richiede una certa dose di coraggio: si sale su un piccolo aereo, guidato da uno sconosciuto, per raggiungere un altro Stato. Ma è una soluzione pratica a un problema che in qualunque società ragionevole dovrebbe neppure esistere e che solo sei anni fa non sarebbe stato neppure immaginabile.

«Sfortunatamente in questo momento dobbiamo fidarci l’uno degli altri e abbiamo poco controllo sulla situazione. Le persone hanno un bisogno disperato di ottenere i trattamenti di cui hanno bisogno e sono disposte a fare di tutto».

Mike nel frattempo lavora duramente per fare in modo che Elevated Access riesca a soddisfare la domanda crescente nell’America post-Roe, ma spera che la sua organizzazione diventi ben presto obsoleta. «Nel lungo periodo vogliamo cessare di esistere», dice.

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