I manifestanti contro il Green Pass continuano ad aggredire giornalisti | Rolling Stone Italia
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I manifestanti contro il Green Pass continuano ad aggredire giornalisti

L'ultimo caso è di questo weekend durante una manifestazione a Roma: a una inviata di RaiNews hanno urlato "giornalista terrorista" e hanno cercato di strapparle di mano il telefono

Questo weekend a Roma c’è stata una manifestazione contro il Green Pass, dove erano presenti membri di Forza Nuova e che si è diretta contro la sede della Rai in viale Mazzini. A documentarla era andata Antonella Alba, giornalista di RaiNews24, che però non è stata accolta proprio benissimo. I manifestanti infatti le hanno gridato “giornalista terrorista!”, non hanno risposto alle sue domande e uno di loro ha cercato di strapparle il telefono dalle mani.

Per impedire il peggio sono dovute intervenire le forze dell’ordine. Il comitato di redazione di RaiNews24 ha diramato un comunicato di solidarietà: “È grave che una giornalista sia aggredita da coloro che usano come slogan ‘libertà, libertà'”. Alla fine Alba non è riuscita a concludere il suo servizio ma tutta la scena è stata immortalata in un video, diffuso dai principali organi di informazione.

Non è la prima volta che i manifestanti no-vax o no-Green Pass (due categorie che spesso si sovrappongono) aggrediscono giornalisti mandati a seguire le loro manifestazioni. Qualcosa di simile era già successo il mese scorso a Saverio Tommasi di Fanpage, che durante una manifestazione no-vax a Firenze era stato insultato e minacciato, fino a provocare anche in quel caso l’intervento della polizia per proteggerlo. 

“I colpi da dietro, l’acqua tirata sulla schiena, un pezzo di telecamera fatto volare, lo sportelletto chiuso con violenza per due volte, le spallate, i vaffan*ulo, i terrorista gridati, le pedate alle gambe, c’è stato tutto, ed è andato avanti per ore. Ripeto: ORE, salvo le parentesi temporali quando riuscivo a cambiare postazione senza essere seguito”, ha raccontato su Instagram Tommasi dopo quell’esperienza. 

Raccontare le piazze no-vax o no-Green Pass è ormai un genere giornalistico consolidato e abbastanza banale: gli inviati vanno alle manifestazioni, fanno sempre le stesse domande, mostrano i partecipanti a queste manifestazioni spesso con un certo grado di condiscendenza. Probabilmente è proprio questo atteggiamento – unito alla sfiducia per l’informazione mainstream propria dei giri complottisti – a far sì che le reazioni nei confronti dei giornalisti ormai siano spesso e volentieri violente. Detto questo, la violenza delle piazze no-vax sta diventando un problema.