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I libri che Obama leggeva per rimorchiare all’università

La nuova autobiografia dell'ex presidente americano svela un po' di segreti, tra cui le sue letture da studente per rimorchiare "la socialista dalle gambe lunghe", "la studentessa di sociologia" e "l'eterea bisessuale vestita sempre di nero"

Foto: Brooks Kraft LLC/Corbis via Getty Images

Il nuovo libro dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, Una terra promessa, è uscito ieri e nelle prime 24 ore ha già venduto quasi un milione di copie, diventando la più venduta autobiografia di un presidente della storia moderna. Ma a parte i dati di vendita, la cosa di cui più si è parlato nel primo giorno dell’uscita è un passo in cui Obama racconta che libri leggeva per rimorchiare all’università, a Los Angeles, a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. 

In quel periodo, scrive Obama, leggeva Marx e Marcuse per rimorchiare le ragazze socialiste; Fanon e Gwendolyn Brooks per le studentesse di sociologia; Foucault e Woolf per le eteree bisessuali: “Ripensandoci, è imbarazzante riconoscere quanto la mia curiosità intellettuale in quei primi due anni di università andasse di pari passo agli interessi delle varie ragazze che cercavo di conoscere: Marx e Marcuse per avere qualcosa da dire alla socialista con le gambe lunghe che viveva nel mio dormitorio; Fanon e Gwendolyn Brooks per la studentessa di sociologia dalla pelle liscia che non mi degnava di uno sguardo; Foucault e Woolf per l’eterea bisessuale che si vestiva sempre di nero”.

Ma nello stesso passaggio Obama è costretto ad ammettere che quella strategia non aveva funzionato granché: “Come strategia per rimorchiare le ragazze, il mio pseudo-intellettualismo si sarebbe dimostrato praticamente inutile; mi ero ritrovato invischiato in una serie di profonde quanto caste amicizie”.