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I collegamenti tra gli eco-terroristi messicani e la galassia anarchica italiana

La propaganda dell'Its, gruppo sudamericano eco-estremista e contrario al progresso tecnologico, è arrivata anche in Italia: l'organizzazione è autrice di un centinaio di attentati a metropolitane, centri di ricerca e università. Il tema sta tenendo banco dopo l'arresto di Federico Buono, 47enne anarchico ambientalista che, secondo gli inquirenti, stava preparando un attentato a Torino

Il simbolo dell'Its

«Persistiamo in questa guerra dichiarata contro il sistema tecnologico, contro quelli che lo migliorano e lo sostentano. Attentiamo alle persone e agli obiettivi che si ostinano a distruggere e manipolare gli ambienti naturali, indomiti e silvestri che rimangono. I nostri atti sono pensati per terrorizzare, ferire, mutilare e assassinare i menzionati obiettivi. Utilizzando minacce, esplosivi e armi per compiere i nostri fini immediati». Le parole del comunicato diffuso nel 2016 dal gruppo sedicente eco-estremista Individualistas Tendiendo a lo Salvaje (Its) fanno quasi sorridere, ma le azioni del movimento, nato in Messico nel 2011, decisamente meno. Solo per citare alcuni numeri: i militanti hanno messo a segno più di 100 attentati in diversi paesi, causando 7 morti e 12 feriti.

Dal 2018, le cellule dell’Its sono monitorati anche dalla polizia italiana. Il 31 marzo scorso a Torino, la Digos di Milano ha arrestato Federico Buono, un 47enne che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe agevolato la diffusione dei comunicati e delle rivendicazioni del gruppo sul blog Maldicion eco-extremista, gestito da lui stesso. Non solo: di settimana scorsa è la notizia che l’uomo stava preparando un attentato a Torino. Durante la perquisizione nella casa in cui abitava, sono stati trovati una bomba rudimentale, alcuni fogli scritti di suo pugno contenenti la pianificazione e lo schema della rivendicazione. Ora è in custodia cautelare nel carcere cittadino Le Vallette, per il reato di associazione per delinquere con finalità di terrorismo.

I collegamenti tra gli Its e la galassia anarchica nostrana sembrano non fermarsi qui. Se il documento programmatico degli attivisti è ancora disponibile online, è perché lo si ritrova sul sito della Croce Nera Anarchica. Il dominio dell’indirizzo web non rimanda al contenuto. Il gruppo dichiara di voler ricreare un nuovo spazio di pensiero in un mondo anarchico che è ormai livellato, con la promessa di «distruzione di quest’esistente che ci annichilisce e la gioia di contribuire a vederlo crollare in macerie».

Gli “Individualisti tendenti al selvaggio” – nella traduzione letterale in italiano – si dichiarano apertamente contrari al sistema tecnologico, al progresso e ai “falsi” valori che ne derivano, come l’uguaglianza e il progressismo. Un tipo di sviluppo insostenibile che scatena la reazione dei militanti Its. Essi si considerano «umani moderni posseduti dai loro antenati guerrieri primitivi, che hanno deciso di infliggere morte e punizione ai responsabili diretti delle offese contro la Terra». Rifiutano qualsiasi bandiera ideologica, ma anche i mezzi di negoziazione politica classici per ottenere soluzioni di sostenibilità ambientale, come le petizioni e l’associazionismo. Ideologia e metodo che legano il gruppo eco-estremista alle organizzazioni terroristiche classiche: la strategia della tensione come unica via per scardinare il sistema politico-economico esistente. Spesso gli Its si richiamano a un’entità spirituale – che loro definiscono genericamente come la “Natura Selvaggia” – che guida le loro azioni.

Gli obiettivi preferiti sono i luoghi-simbolo del progresso tecnologico, causa prima dell’insostenibilità eco-climatica: dalle stazioni metropolitane alle istituzioni legate all’industria estrattiva e ai trasporti, ai poli ingegneristici e universitari. Nel 2011, gli Its fanno esplodere un pacco bomba al Politecnico di Tultitlán, in Messico e, il giorno dopo, in un centro di ricerca accademico. In un’intervista del 2017 rilasciata per il sito messicano Siempre!, che si è messo in contatto con loro proprio tramite il blog Maldicion eco-estremista, gli Its si auto attribuiscono diversi omicidi nel paese. Da quello ai danni di un biotecnologo, sparato alla testa per strada nel novembre 2011, a una coppia di villeggianti mentre erano in vacanza in montagna, nel maggio 2017. La spiegazione del movente, in quest’ultimo caso, tocca picchi deliranti: «puntavamo ai taglialegna, ma non ne abbiamo visti. Non vogliamo vedere umani negli ambienti naturali, visto che sono loro la prima minaccia all’ambiente, quindi boscaioli, villeggianti ed esploratori sono inclusi nella lista».

Ancora più inquietante è il riferimento all’esistenza di una Mafia eco-estremista di cui gli Its sono solo una componente: un’organizzazione internazionale, con un dichiarato scopo «delinquenziale».