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Guida minima per sopravvivere ai luoghi comuni nei pranzi coi parenti

Arriva il Natale e con lui anche tutta una serie di appuntamenti in famiglia. C'è chi li vive bene, chi male, chi non li vive proprio. Questo articolo è dedicato alle prime due categorie.

Quale appuntamento migliore se non i pranzi e le cene di Natale per sfatare qualche mito del classico parente che a metà pasto, tra il primo e il secondo, dopo qualche bicchiere, se ne esce col luogo comune ormai impossessatosi di lui? I politici di più o meno lungo corso troveranno qualche escamotage per far parlare di loro anche in questo momento – soprattutto in questo momento – dove idee e pensieri si incontrano e si scontrano, e bisogna farsi trovare pronti.

Ho pensato di preparare qualche risposta al cognato che vedi una volta all’anno e ogni Natale ha qualche capello in meno e un po’ di rabbia in più, alla prozia che invecchia e convive con una perdita di colpi ormai incontrollabile, al giovane cugino in età adolescenziale mosso da una ribellione profonda. Tutti, probabilmente, accomunati e accecati da una sola passione: Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i maestri della propaganda contemporanea in salsa italiana.

Se ci fosse una Legge di Bilancio 2019, quella festeggiata dal balcone di Palazzo Chigi qualche mese fa, quella della manina e degli esposti in Procura mai fatti, quella del “non ci pieghiamo all’Europa”, la stessa che andrebbe approvata entro il 31 dicembre ed è ancora in alto mare, si potrebbe parlare di ciò che è stato fatto. Al momento ci soffermiamo su ciò che è stato raccontato – una marea di panzane – talmente astratte e poco rispondenti a verità che diventa quasi impossibile convincersi che non siano vere.

“Il Governo ha tagliato gli sprechi della politica”
Posto che gli sprechi, in realtà, sarebbero della pubblica amministrazione e non della politica, il Governo non ha tagliato un bel niente. Dei 30 miliardi di sprechi da tagliare annunciati da Luigi Di Maio è previsto di tagliare un solo miliardo. Dove? Fondi per l’editoria, sanità, difesa, istruzione.
La legge sui vitalizi era stata messa in piedi precedentemente e ha tagliato una minima parte di reddito per un numero esiguo di persone. Delle pensioni d’oro, famosissime, prime nemiche, non ne parliamo neanche.

“Il Governo ha abolito la Legge Fornero”
La Legge Fornero è ancora in vigore, solo per il 2019 una minima parte di italiani che dispongono dei requisiti di legge potranno andare in pensione con la cd. “Quota Cento”. Quello che tanti italiani non sanno è che se decidono di usufruire di questa grande e immancabile opportunità, si terranno una pensione ridotta del 30% fino al giorno in cui dovranno abbandonare questo mondo.

“Tagliano le accise sulla benzina”
Il costo della benzina è salito. Non è stata tagliata alcuna accisa.

“Il Decreto Sicurezza di Salvini risolverà il problema immigrazione”
Il DDL Sicurezza aumenta la possibilità che un immigrato che sosta sul territorio italiano si dedichi alla piccola delinquenza o finisca nelle mani delle organizzazioni criminali. Col Decreto Salvini non c’è una soluzione al problema, ma viene ulteriormente complicata la già disastrosa Bossi-Fini. Vengono tagliati i fondi agli enti locali che si occupano più di tutti gli altri di gestire l’accoglienza e l’inserimento nel mondo del lavoro (legale), viene complicata la possibilità di avere una residenza e quindi un lavoro legale. Come se non bastasse, i rapporti internazionali con gli Stati d’origine dei migranti sono stati inaspriti per la scarsa diplomazia messa in campo. Risultato: più immigrati irregolari, più delinquenza, più piaghe sociali.

“Salvini li manda tutti a casa”
A seconda del paese di provenienza, il costo di un rimpatrio costa dai 5000 ai 90.000 euro. Il numero degli immigrati clandestini in Italia oscilla tra i 300mila e i 400mila. Sono centinaia di migliaia anche i richiedenti asilo, con picchi statistici importanti di minori accompagnati e non. Questa operazione non è possibile. Investire sull’integrazione è economicamente, socialmente e culturalmente molto più vantaggioso.

“Il Governo ha messo sotto l’Europa”
Non è vero. Il Governo ha dovuto accettare condizioni molto peggiori di quelle dei governi precedenti da ogni punto di vista: gestione flussi migratori e accoglienza, investimenti europei, inasprimento dei rapporti con gli Stati membri e finanza pubblica.

“Questo Governo almeno fa qualcosa, gli altri non hanno mai fatto nulla”
Questo Governo è il più inoperoso della storia della Repubblica. Il numero di leggi presentate, gli emendamenti, i lavori parlamentari in genere, sono di gran lunga inferiori a tutti quelli dei governi precedenti nello stesso periodo di tempo.

“Il Governo sta investendo, quelli precedenti non hanno investito”
Avevano promesso 15 miliardi di investimenti in opere pubbliche, welfare e altro. Non sappiamo ancora quanto risulterà dalla Legge di Bilancio, ma abbiamo già dei dati che ci dicono che i 15 miliardi promessi diventeranno con tutta probabilità meno di un terzo. Badate bene: 5,7 miliardi sul triennio erano già stati previsti dalle manovre dei precedenti governi.

“Per ogni nuovo pensionato si libera un posto di lavoro per un giovane”
E’ da tempo che sentiamo questa panzana. Non è vero che ogni pensionato libera un posto di lavoro. In questo mercato del lavoro, dove c’è sempre meno bisogno di occupati, ogni pensionato libera solo una quota nel bilancio delle aziende e delle Pubbliche Amministrazioni. L’assunzione sul pensionamento si stabilizza intorno al 40%. Vuol dire che solo quattro giovani su dieci pensionati vengono assunti. Non solo, i contratti dedicati a questi quattro giovani sono ben meno redditizi rispetto a quelli dei loro predecessori di circa il 60%.

“L’Europa ruba i soldi agli italiani”
Il Bilancio Europeo 2019 aumenta la spesa dell’UE di quasi un miliardo in investimenti per giovani, ambiente, accoglienza, lavoro. E’ il più grande aumento di bilancio della storia europea e avviene nel momento giusto, poiché tutti i paesi europei sono in difficoltà. L’Europa non ha preferenze, non è una maestra cattiva, ma una Istituzione complessa e piena di difetti che va migliorata col tempo, con le donne e gli uomini giusti.

“Questo Governo sta contro la mafia”
Non c’è ancora stato un atto che abbia davvero agevolato la lotta alla mafia e le infiltrazioni società pubbliche e private. A parte le passerelle e l’appropriazioni indebita dei meriti per l’abbattimento delle villette dei Casamonica, siamo fermi.

In questi mesi abbiamo dovuto leggere, sentire, vedere tutto e il contrario di tutto. Le riunioni di famiglia nelle festività potrebbero servire a sfatare qualcuno di questi miti che hanno preso velocemente piede in pochissimo tempo nella retorica comune.
Il rispetto agli elettori di M5S e Lega è dovuto, ci mancherebbe, ma dovrebbero essere i primi a chiedere ai loro rappresentanti di lavorare per il bene del Paese, di tutto il Paese, anche di chi non fa parte del loro circuito politico. Potrebbero chiedere conto delle urgenze che siamo destinati ad affrontare: ambiente, occupazione giovanile, evasione, pressione fiscale, fino al ponte di Genova. Nulla di tutto questo è stato ancora affrontato, eseguito, messo in cantiere, neanche in lontananza.

Fatelo voi, facciamola noi, l’operazione verità. Nel nostro piccolo, senza la spocchia di proporre soluzioni ma con la consapevolezza di riportare in un ambito reale quello che sta (e non sta) accadendo nel Paese. Magari lasciando da parte per una volta i congiuntivi sbagliati. Se aspettiamo il Partito Democratico, che sembra più impegnato a farsi sgambetti interni in vista della prossime Primarie del 3 marzo, siamo destinati a sorbirci passivamente questa propaganda ben organizzata per i prossimi vent’anni.

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