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Guarda un video in cui Amazon distrugge prodotti nuovi rimasti invenduti

Smart tv, computer, droni: tutti destinati all'area "distruzione" del magazzino. A rivelarlo è un'inchiesta di Itv News uscita in occasione dell'Amazon Prime Day 2021

Ieri e oggi è l’Amazon Prime Day – l’evento ormai diventato un classico, una specie di festa nazionale per la piattaforma di Jeff Bezos, che prevede 48 ore di sconti su un po’ tutti i prodotti in vendita. È anche una giornata controversa, in cui vengono ricordate le varie accuse mosse contro Amazon, dallo sfruttamento dei lavoratori al gravissimo impatto ambientale, passando per le pochissime tasse che paga e per le enormi ricchezze accumulate dal suo fondatore.

Quest’anno, ad aggiungere un altro tassello al mosaico di queste accuse ci ha pensato il programma tv britannico Itv News, che ha condotto un’indagine all’interno di uno dei magazzini scozzesi di Amazon scoprendo che l’azienda distrugge milioni di prodotti nuovi e perfettamente funzionanti ogni anno, per il semplice fatto che sono rimasti invenduti. Smart tv, computer, droni: tutti destinati all’area “distruzione” dello stabilimento.

All’interno dell’inchiesta viene anche riportata la testimonianza – rimasta per ovvie ragioni anonima – di un ex dipendente Amazon che ha lavorato proprio lì, che spiega che solo in quel magazzino vengono distrutti in media “130mila articoli a settimana” senza una ragione particolare. “Non c’è una logica o una ragione per quello che viene distrutto. L’altro giorno, 20.000 maschere Covid ancora nei loro involucri. Il 50% di tutti gli articoli non sono stati aperti e sono ancora nel loro involucro. L’altra metà sono resi e in buone condizioni”. Sempre all’interno dell’inchiesta viene mostrato un documento interno di Amazon risalente allo scorso aprile in cui si dice che, in una sola settimana, 124mila articoli sono stati bollati come “da distruggere”.

Dal canto suo, Amazon ha negato tutto. “Stiamo lavorando verso un obiettivo di smaltimento dei prodotti pari a zero”, ha detto un portavoce, “e la nostra priorità è quella di rivendere, donare a organizzazioni di beneficenza o riciclare qualsiasi prodotto invenduto. Nessun rticolo viene mandato in discarica nel Regno Unito. Come ultima risorsa, invieremo gli articoli al recupero energetico, ma stiamo lavorando duramente per portare a zero il numero di volte in cui questo accade”.