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Goodbye, BoJo: Boris Johnson ha accettato le dimissioni

Travolto dall'ennesimo scandalo, il primo ministro ha accettato di dimettersi, chiedendo però di rimanere in carica fino all'elezione del nuovo leader dei Tory, programmata per settembre

Foto di Max Mumby/Indigo/Getty Images

Il cataclisma politico più rumoroso della storia recente di Downing Street è finalmente compiuto. Dopo l’ammutinamento di massa della giornata di ieri, con l’abbandono di Rishi Sunak, ministro dell’Economia e delle Finanze del Regno Unito, e Sajid Javid, ministro della Salute, seguite a ruota dalle dimissioni di Will Quince, sottosegretario per i Bambini e le Famiglie, mancava soltanto l’atto finale: le dimissioni di Boris Johnson.

E così sarà: secondo quanto riportato dal Guardian, il primo ministro ha accettato le dimissioni, chiedendo però di rimanere in carica fino all’elezione del nuovo leader dei Tory, calendarizzata per settembre.

Alle elezioni politiche del dicembre 2019, BoJo conquistò una vittoria storica, ottenendo la maggioranza assoluta a Westminster con 365 seggi e annunciando che la Brexit sarebbe stata portata a compimento “a ogni costo”. Oggi il suo mandato è completamente svuotato, frutto anche di un’immagine pubblica irrimediabilmente intaccata dallo scandalo Party Gate (che lo hanno visto protagonista di alcune feste private in piena emergenza Covid) e dalle accuse di molestie sessuali che, la scorsa settimana, sono piovute addosso a Chris Pincher, vice–capogruppo del Partito Conservatore alla Camera dei Comuni, accusato di aver molestato due persone durante una notte brava in un club londinese, tra cui un altro deputato.

Gli scivoloni mediatici si sono presto tradotti in sconfitte politiche difficili da risanare, su tutte la clamorosa débâcle andata in scena a maggio, in occasione delle amministrative, in cui i Conservatori hanno perso quasi 400 seggi e salutato la maggioranza in distretti che controllavano addirittura dagli anni Settanta, come Westminster, Wandsworth e Barnet.

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