Gli studenti scendono in piazza contro il governo: bruciati i manichini di Salvini e Di Maio

Cori, slogan e un flashmob in stile “La casa di carta” per la prima manifestazione del nuovo anno scolastico. Gli organizzatori: "La manovra finanziaria ignora i problemi degli studenti"

Gli studenti di Torino bruciano dei manichini raffiguranti Matteo Salvini e Luigi Di Maio, foto IPA


50 piazze e oltre 70mila studenti, queste le cifre della prima manifestazione dell’anno scolastico, organizzata da Uds, Rete conoscenza e Link contro la manovra del governo gialloverde. “Migliaia di studenti in piazza per dare una scossa al Paese e rimettere al centro i bisogni e le rivendicazioni degli studenti. Vogliamo scuole sicure e finanziamenti per il diritto allo studio”, hanno scritto su Facebook gli organizzatori.

In particolare, gli studenti protestano contro i tagli ai fondi per garantire il diritto allo studio, il caos generato dall’alternanza scuola-lavoro, l’ormai “tradizionale” stato fatiscente dei nostri edifici scolastici e l’assenza di investimenti per rilanciare la nostra istruzione.

«La manovra finanziaria annunciata dal governo ignora i problemi degli studenti, non prevede maggiori risorse per il diritto allo studio né per la qualità della formazione o per la ricerca», ha detto Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza. «Da Nord a Sud, saremo in stato di agitazione permanente nelle scuole e nelle università finché non avremo risposte risposte concrete dal governo nazionale».

Foto IPA

A Roma, il corteo arriverà di fronte alla sede del ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, dove si riuniranno 30mila. Nel frattempo, a Piramide, è stato organizzato un flashmob ispirato a La Casa di Carta, la serie Netflix, e in via Marsala è stato costruito un muro di cartone “decorato” con le foto dei ministri del governo.

In piazza Castello, a Torino, sono stati bruciati dei manichini dei vicepremier Salvini e Di Maio; a Bari si sono raccolti manifestanti da tutte e sei le province della puglia; a Napoli, infine, gli studenti hanno sfilato insieme ai migranti, mostrando uno striscione. C’è scritto: “Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere”.

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