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Gli anni di piombo su Zoom: il blitz fascista virtuale alla riunione di Sinistra Italiana

"Un raid di chiaro stampo fascista, ben organizzato e strutturato fatto di profili chiaramente falsi e anonimi"

Il 2020 è stato l’anno di Zoom, ma anche l’anno in cui su Zoom sono successe tante cose che non sarebbero dovute succedere – a partire dagli innumerevoli casi di persone beccate a fare sesso/spogliarsi pensando di avere la webcam spenta. Adesso, dopo essere diventato una parte così importante delle nostre vite, Zoom è diventato anche un terreno di violenta lotta politica. 

È quello che è successo venerdì scorso durante una riunione della sezione bresciana di Sinistra Italiana, che improvvisamente è stata invasa da diversi profili – 40 in totale, ma solo 6 sono riusciti a entrare nel meeting – che hanno interrotto l’incontro con “insulti, marcette fasciste, svastiche, video del duce e slogan sessisti, antimeridionalisti e xenofobi”.

Sinistra Italiana ha parlato di “un raid di chiaro stampo fascista, ben organizzato e strutturato fatto di profili chiaramente falsi e anonimi, il tipico coraggio di chi è solito agire nell’ombra e protetto dall’anonimato garantito in questo caso dalla rete”. Un raid fascista che però è durato poco: “sono stati dieci minuti complicati perché è stato difficile gestire quel caos”, ha detto il coordinatore provinciale del partito, Luca Trentini.

 

Blitz fascista all’assemblea di Sinistra Italiana #Brescia

«Sono stati dieci minuti complicati – spiega il coordinatore…

Pubblicato da Sinistra Italiana – Brescia su Domenica 24 gennaio 2021