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Gianni MoraMdi, dentro il troll che sta fregando tutti

Una pagina ispirata al vero Gianni Morandi ha fatto discutere per un post satirico contro Salvini, ma in pochi sembrano aver capito la differenza, prendendosela con il cantante.

Qualche giorno fa è successa una cosa strana su Facebook. Il tenero e sempre cordiale Gianni Morandi ha scandalizzato il web con un post anti-Salvini. Per chi se lo fosse perso, eccolo qui:

Gianni Morandi (il tenero e cordiale) si è immortalato tenendo fra le sue grandi mani due nuovi simboli da lui stesso ideati per il Carroccio e ha spiegato: “Ho ideato due loghi nuovi per il caro Matteo Salvini. È solo una bozza, ma voi che ne pensate?”. Una piccola banana nel simbolo numero uno, un bel paio di manette nella proposta numero due. Da lì, il dramma. Come si è permesso Morandi di schernire così il nostro Ministro dell’Interno e il suo intero partito?

I sostenitori di Matteo Salvini e ormai ex fan di Gianni non hanno retto il colpo. Per accorgersene, basta leggere qualcuno dei loro commenti. Laura, nostalgica e delusa, scrive: “Mi piaceva da quando ero bambina, di anni ne sono passati, ti ho seguito in vari concerti ma mi sei sceso sotto i piedi manco tu hai rispetto x chi ti ha fatto arricchire finora”. Margherita invece è preoccupata: “Tu pensa a cantare e noi tutti canteremo assieme a Salvini… parlate bene voi ricconi ai poveri chi ci pensa?”. E poi c’è Vanni, il paroliere: “Fatti mandare dalla mamma a prenderlo in c**o”.

…Dite la verità: ci siete cascati, vero? Anche noi.
Perché il Gianni della foto non è il Gianni nazionale. A distinguerli, una quasi impercettibile “m” al posto della “n” del cognome. Ma come si è permesso questo impostore di profanare il buon nome di Morandi (o, almeno, la maggior parte delle lettere del suo nome)?
Abbiamo deciso di stanarlo e chiedergli spiegazioni.

Nel mondo reale MoraMdi ha 48 anni, vive all’estero da più di 20, ed è un operaio specializzato in una grande azienda che con internet non ha nulla a che fare. Nel tempo libero si dedica alla satira sul web, una sua grande passione, facendosi bannare da Facebook almeno una volta a bimestre. Quando non è in esilio social, gestisce la pagina di Gianni insieme a un amico conosciuto sul web. Non sappiamo il suo vero nome, né conosciamo il suo volto: Gianni MoraMdi è una creatura fantastica della rete, e in quanto tale preferisce non rivelare la sua identità, ma è disposto a raccontarci la sua storia.

Cominciamo dalla genesi. Come nasce Gianni MoraMdi?
Tantissimo tempo fa, un amico mi ha contattato e mi ha chiesto una mano per far decollare quella pagina. I primi post erano timidi, il profilo non aveva una linea precisa. Tutto è cambiato quando abbiamo postato la foto di Fico sul bus con a fianco il nostro Gianni MoraMdi che diceva: “Ho pagato il biglietto a questo clochard”. Successe un gran casino… non mi aspettavo che sarebbe finita sui giornali. Lì ho detto: “Mamma mia, qua abbiamo una pistola in mano. Come usarla?” Perché le armi devono essere usate in modo che non facciano male a nessuno.

Quindi cos’hai fatto?
Ho provato a continuare cercando di alzare il tiro con la follia, perché dicevo: “Se io ci aggiungo elementi di follia, la gente si rende conto che è una cazzata”.

La gente ci credeva davvero?
Certo! Hanno cominciato ad arrivarmi email che molte volte mi hanno fatto anche piangere! Perché ci sono persone che chiedono aiuto a Gianni… Allora devo trovare la forza per superare l’imbarazzo e dire loro: “Guardate, questa è una pagina satirica, vi faccio i miei più grossi auguri”. Quindi mi sono detto: “No, qua si devono rendere conto che la nostra è una parodia”. Io però mi rifiuto di scriverlo esplicitamente. Certo, ci sono persone molto arroganti – o ignoranti – che a volte scrivono commenti di una violenza estrema, e ti verrebbe proprio da insultarle. Però c’è anche da portare rispetto a chi la pagina la segue e non ha questo tipo di disagio, chi capisce subito che si tratta di un gioco. Non è che posso insultare la loro intelligenza dicendo: “Oh, raga, guardate che siamo una pagina satirica”.

Che tipo è Gianni MoraMdi?
È sicuramente antifascista, però sembra uscito dalla cantina di Al Bano, perché sembra sempre ubriaco. Non sai mai se è serio, se ci fa o ci è, è sempre un po’ sopra le righe. Però affronta temi anche di un certo livello, infatti poi nascono i bordelli. La pagina è costruita per fare satira attraverso un personaggio smaccatamente inventato: ci sono troppi elementi perché questa cosa non sia evidente.

Ma dopo Fico e Gianni sul bus cos’è successo?
Poi ci fu Salvini che si fece il selfie sul ponte con le barche alle spalle, non so se vi ricordate. Scrisse: “Tranquilli, le barche che vedete dietro di me non trasportano clandestini”. Io l’ho sostituito Gianni MoraMdi e ho scritto: “Non vi preoccupate, non ci sono leghisti dietro di me”.

Ce la ricordiamo molto bene.
Da lì è successo un altro casino che, veramente, non riuscivo nemmeno a rispondere a tutti. Allora ho pensato di esagerare ancora di più, nella speranza che finalmente capissero l’intento parodico. Ho messo una foto dove Gianni MoraMdi diceva “Ragazzi, voi mi dite sempre ‘Portateli a casa tua’, io non voglio vantarmi però io è tanti anni che ne ospito uno” e ho aggiunto un fotomontaggio con lui e Carlo Conti in cui spiegavo: “Lui si chiama Konti Kinte, ma io e Anna lo chiamiamo affettuosamente Carlo”. E la gente non capiva che quello fosse Carlo Conti! Io non so più davvero che fare…

Ma qual è la missione di Gianni MoraMdi?
L’intento principale è quello di far ridere. Non vogliamo assolutamente monetizzare la cosa, non è mai stato nei nostri pensieri, neanche quelli più reconditi. Poi, attraverso qualche risatina, vuole far passare anche qualche messaggio… perché il nostro Gianni ad esempio è un personaggio smaccatamente di sinistra. MoraMdi nasce innanzitutto per celebrare un uomo che noi amiamo alla follia. Lo diciamo: siamo gay per Gianni MoraNdi, MoraNdi eh, che è una persona favolosa. Mia mamma l’ha conosciuto e mi ha detto che dal vivo è un uomo bellissimo, con degli occhi blu straordinari, di un colore che è difficile vederne. Ed è di una umiltà che non è finta, è proprio una persona molto alla mano. Ma vi ricordate quando negli anni Settanta fece quello spot a favore del divorzio? Fece molto clamore. Poi si ritirò completamente dalla scena politica, decise di non parlarne più, e si mise a fare quello che sapeva fare meglio, cioè appunto il cantante. Lo amiamo proprio per la sua semplicità.

Ma la gente perché ci casca? Sbaglia semplicemente a leggere quell’ultima consonante, oppure c’è altro?
Forse è un problema legato alla bassa scolarizzazione, al fatto che la gente non legge, all’ignoranza, e poi… Guardate vi dico una cosa, noi siamo i figli di una televisione che ha creato personaggi come gli opinionisti, una cosa che, negli altri paesi, non esiste! Noi invece ce li abbiamo già dagli anni ’80, perché in Italia dobbiamo avere un’opinione su ogni cosa. Internet, come ha detto Eco, ha aperto le gabbie, quindi tutti si sentono in dovere di dire la propria cazzata, e mentre prima quella cazzata moriva all’interno di un bar, adesso viaggia e trova altre persone, proseliti, e si cementificano idee distorte. Poi abbiamo i Burioni che blastano, ma è un tipo di linguaggio che non aiuta, anzi, cementifica queste convinzioni. Un’altra cosa, questo è molto importante, dovete scriverlo, quando Il Fatto Quotidiano, ad esempio, su Facebook spiega: “Gianni MoraNdi insultato per colpa di una bufala, eccetera”, la gente, anziché rispondere a tono su una notizia che fa debunking – invece che scrivere: “Ma guarda questi buontemponi” – cosa scrive? “Gianni è meglio se fai il cantante”. Ma ci rendiamo conto?

Ma tenendo viva la pagina non hai paura di contribuire al caos e dare ancora più spazio a queste persone?
Si tratta di una responsabilità che non voglio, e che non penso debba essere mia. Internet dovrebbe avere delle regole, delle leggi come quelle che esistono nella vita reale, dove nessuno si sognerebbe mai di urlare certi insulti contro un’altra persona e, se lo facesse, sarebbe arrestato.

Quando avete costruito il personaggio di Gianni, vi siete messi a tavolino e avete detto “allora Gianni è antifascista e ha queste caratteristiche precise” o si è evoluto nel tempo?
No, l’abbiamo costruito nel tempo. Ad esempio, quando è crollato il ponte Morandi, inizialmente ci abbiamo pensato a sciacallare, ma poi ci siamo detti: “No, non va bene, lasciamo stare”. Discutiamo le tematiche di volta in volta, su ogni post, cercando di fare attenzione e non calpestare quelli che su internet vengono chiamati merdoni. Il mondo della satira online è strapieno di spazzatura pubblicata ogni due secondi.

Da navigatore abituale della rete quale sei, ti sarai imbattuto in centinaia di troll…
In generale, l’internet è una palude, pullula di troll, anche a pagamento, di quelli che puntano a orientare in qualche modo il voto. Esistono di sicuro perché vengono anche sulla pagina di Gianni MoraMdi.

E come li riconosci?
Innanzitutto hanno pochissimi amici e poi hanno delle foto improbabili – un po’ come Gianni MoraMdi, che, lo riconosco, è un personaggio improbabile. Se vai guardare i loro profili, ti rendi conto che non interagiscono mai, che pubblicano solo pagine che non hanno nessun tipo di certificazione e che servono, appunto, ad orientare gli umori politici. Ce ne son parecchi pro-Salvini, però vedo che anche il PD ultimamente si è messo al passo, infatti è diventato uno schifo. Poi ci sono i troll umani, quelli che appena vedono un post (e non lo capiscono) si fiondano sulla pagina a insultare Gianni MoraMdi. Gianni MoraMdi, però, che si vuole distinguere, cerca di non insultarli di ritorno, cerca di offrire un abbraccio, perché quelle persone lì, comunque, vivono un disagio enorme…

Fa come il vero Gianni, praticamente.
È stato Gianni a insegnarmi a vedere le cose sotto questo aspetto, perché anche a me capitava di… insomma quando vedevo qualcuno che usciva dai binari io due schiaffi, sul web, glieli davo, non stavo lì a suonare i violini… Però, adesso, ci sto un po’ più attento, perché mi chiedo “ma chi c’è lì dietro?”

Quindi confessi di aver trollato anche tu?
Io ho trollato involontariamente e volevo scusarmi, se non fosse che poi, per altri motivi, son stato bannato per l’ennesima volta. È più il tempo che sto fuori dal Facebook che dentro.

Gianni, siamo quasi alla fine, grazie di aver accettato di parlare.
No, io ringrazio voi perché stavo un po’ male, per la verità. Quando mi avete contattato mi trovavo in un momento in cui volevo chiarire o alla peggio chiudere la pagina. Odio che mi si addossi la responsabilità di persone che non prestano attenzione, non è mia responsabilità, né tantomeno deve essere di Gianni MoraNdi, poverino.

Ma tu gli vuoi dire qualcosa? Vuoi mandargli un messaggio, a Gianni?
Innanzitutto la mia preoccupazione più grande è quella di chiedere scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dai nostri post, chiediamo scusa a quelli che si sono sentiti ingannati. Ma, soprattutto, chiediamo scusa a Gianni MoraNdi se l’abbiamo messo in una situazione di imbarazzo perché noi lo amiamo tantissimo.

E allora Gianni MoraNdi, ti chiediamo scusa anche noi per aver dubitato di te anche solo per un secondo, anche solo per una consonante.

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