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Forza Italia è diventato il partito delle donne?

La scalata di Mara Carfagna, il frazionismo di Maria Stella Gelmini: sembrano lontani anni luce i governi in cui le donne di Forza Italia sfilavano compatte, dove il leader era uno e non c'erano questioni da risolvere

Forza Italia è diventato il partito delle donne?

Foto di Ivan Romano/Getty Images

Sta diventando una questione spinosa quella della leadership in Forza Italia. Il tema con il tempo è sempre più al centro delle attenzioni dei forzisti, a fronte di un Silvio Berlusconi che, nonostante le intenzioni, appare sempre più fiaccato dall’età. Ma contrariamente agli altri partiti qui a contendersi un ruolo di primo piano sono solo le donne, mentre gli uomini restano nelle retrovie. Per vocazione e per la visione (e il piacere) del fondatore di Forza Italia, il partito è sempre stato all’avanguardia in fatto di quote rosa.

E proprio Silvio Berlusconi con la sua discesa in politica, ha impresso un nuovo stile alla presenza delle donne in politica. Di più e molto diverse da quelle a cui ci aveva abituato la prima Repubblica. E così dicendo addio alle Nilde Iotti e Tina Anselmi, abbiamo spalancato le porte a Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Annagrazia Calabria, solo per citarne alcune. Una tendenza, quella di dare prevalenza all’apparenza, che poi ha pervaso anche gli altri partiti. Ma vent’anni di berlusconismo non solo hanno rivoluzionato i canoni della politica, ma hanno dettato timing nuovi al cerimoniale al quale eravamo abituati. Tutto è diventato spot, tutto è tv, tutto appare come uno spettacolo e come dimenticare gli inni al Cavaliere «meno male che Silvio c’è».

E proprio Mara Carfagna, da showgirl a ministro, sta mostrando di avere tutte le carte in regola per tentare la scalata al partito. Corteggiata da tutti i movimenti dell’area di centro, a partire da Giovanni Toti fino ad arrivare a Italia Viva che più di una volta ha tentato di portarla alla corte di Renzi, lei ha sempre gentilmente declinato gli inviti, confermando la sua fedeltà al partito. Arrivata alla politica per cooptazione, ha mostrato però di aver maturato un consenso tra la gente, confermandosi più di una volta recordgirl di preferenze in Campania, tanto che qualcuno l’avrebbe voluta candidata alla regione nell’impresa di strapparla a Vincenzo De Luca.

Però come ogni posto di potere, gli appetiti sono tanti e la corte di Berlusconi è sempre stata molto affollata. Nell’ultima convention di Napoli, lo scontro si è consumato a distanza con l’altro ministro forzista, Maria Stella Gelmini che si è vista costretta a prendere le distanze dal leader quando ha espresso solidarietà al presidente russo, Vladimir Putin. Apriti cielo! Contro di lei si sono schierati i pezzi da novanta del partito come i capigruppo Barelli e Bernini, rea di avere accusato il presidente di “ambiguità” sulla Russia. La temperatura si è alzata talmente tanto che Gelmini si è detta pronta a lasciare il partito e Carlo Calenda le ha spalancato le porte di Azione. Ma il tema sollevato dall’avvocata bresciana, ex pupilla del leader, mostra come nel partito ci siano dei movimenti in corso e come il rischio sia quello che Matteo Salvini sia pronto a lanciare un’acquisizione nel momento in cui Berlusconi molli l’osso.

Da qui sembrano lontani anni luce, i governi in cui le donne di Forza Italia sfilano compatte, dove il leader era uno e non c’erano questioni da risolvere. Oggi invece, la tensione è alle stelle e l’uscita di Gelmini per molte rappresenterebbe un sollievo, una contendente in meno nella corsa ai posti di potere. Senza contare che la legislatura sta volgendo al termine e con il taglio dei parlamentari, al prossimo giro avere un buon posto nelle liste bloccate diventa dirimente per assicurarsi altri cinque anni di indennità e benefit parlamentari. La posta in gioco è alta e non ammette buonismi, soprattutto ora che il carisma del leader è calante e le correnti possono giocare un ruolo nella composizione delle liste.

Così nella grande casa di Arcore è in corso una guerra fratricida, che vede in prima linea il sedicente “gentil sesso”. A confermare una frattura interna a scapito dell’ala moderata è stata la sostituzione di un fedelissimo di Gelmini alla carica di coordinatore della Lombardia, dove è approdata direttamente dal cerchio magico, Lucia Ronzulli. La scelta dell’ex infermiera mostra come in Forza Italia stia prevalendo la linea di un avvicinamento a Matteo Salvini, nello scopo di frenare la corsa a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni, un riequilibrio dei pesi nell’area di centro destra e salvare il partito dalla prossima estinzione.

Secondo gli ultimi sondaggi, Fratelli d’Italia è attualmente il primo partito, con il 22,3 per cento (dati Emg), la Lega al 15,2 e Forza Italia all’8. Numeri che mostrano come l’alleanza tra Berlusconi e Salvini non sia più rimandabile per avere un peso nella scelta del prossimo inquilino di Palazzo Chigi. Perché va bene tutto, ma una donna premier…