Essere vegetariani non solo fa bene, ma costa anche meno – lo dice la scienza | Rolling Stone Italia
Home Politica

Essere vegetariani non solo fa bene, ma costa anche meno – lo dice la scienza

Una nuova ricerca pubblicata su 'Lancet' dimostra che la dieta vegetariana non è solo sana, ma è anche un bel risparmio per le nostre tasche

Foto via Unsplash

Mangiare vegano o vegetariano non costa di più che seguire una dieta onnivora, che includa la carne, il pesce e i latticini. Anche se è piuttosto diffusa l’idea che l’alimentazione vegetale sia più dispendiosa, una ricerca dell’Università di Oxford, pubblicata su Lancet Planetary Health, dimostra che è vero il contrario (a patto che si viva in un Paese ad alto reddito, come quelli europei, negli Stati Uniti o nel Regno Unito).

Il team ha utilizzato i dati della World Bank, che raccoglie informazioni sui prezzi di vari articoli per stimare il potere d’acquisto dei diversi Paesi, e che ha registrato i dati di oltre 460 prodotti alimentari in vendita nei mercati di tutto il mondo. 

I risultati sono stati piuttosto sorprendenti. “Se si guarda esclusivamente ai costi degli ingredienti, una dieta vegana costa in realtà un terzo in meno rispetto alle attuali diete ‘occidentali’ con elevate quantità di carne e latticini, che molte persone consumano in Paesi ad alto reddito, come il Regno Unito”, ha spiegato Marco Springmann, ricercatore che ha partecipato allo studio. “Le diete vegetariane registrano un valore simile, mentre le persone che seguono diete flexitariane (prevalentemente vegetali, con un consumo sporadico di carne) hanno risparmiato in media il 14%. Solo le diete pescetariane (che escludono la carne, ma non il pesce) possono talvolta costare il 2% in più”.

Qualche numero. Se la tipica dieta onnivora costa circa 45 euro alla settimana a persona, per l’alimentazione flexitariana si spendono circa 37 euro, per quella vegetariana 30 euro e per quella vegana sui 29. Secondo i ricercatori, questo significa che, in un anno, con una dieta a base vegetale, si possono risparmiare quasi 800 euro a testa.

C’è una precisazione da fare, però. “La cosa importante da tenere a mente è che i dati che abbiamo utilizzato si riferiscono ai costi degli ingredienti di base, come frutta, verdura, legumi e così via”, dice Springmann. “Non abbiamo incluso pasti pronti, take-away o cibi trasformati, come gli hamburger a base vegetale. Ciò significa che, se si vuole risparmiare, bisogna scegliere ingredienti poco lavorati e provare alcune nuove ricette”. Che è una buona opportunità per spendere meno, ma nella maggior parte dei casi anche per mangiare in modo più salutare e sostenibile.