Ed eccoci qui, per la terza volta in poco tempo, a fare polemica su Alessandro Barbero | Rolling Stone Italia
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Ed eccoci qui, per la terza volta in poco tempo, a fare polemica su Alessandro Barbero

Le parole sulle "differenze strutturali" hanno causato un polverone sui social. Ma perché a intervalli regolari finiamo a fare polemica su quello che dice Barbero?

Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images

Per la terza volta nel giro di pochi mesi, lo storico-star Alessandro Barbero – che, è bene ricordarlo, è un professore universitario di mezza età che durante la pandemia è diventato famosissimo grazie ai video delle sue conferenze di storia caricati su YouTube – è finito al centro di un polverone mediatico.

Se i primi due casi riguardavano le sue esternazioni sulle foibe (“furono un orrore, ma ricordare quei morti e non altri è una scelta solo politica”, aveva detto, criticando l’istituzione del Giorno del ricordo e chi paragona le foibe all’Olocausto) e sul Green Pass (si era detto contrario alla misura ma favorevole all’obbligo vaccinale), stavolta il tema dello scivolone che l’ha fatto diventare l’oggetto del dibattito pubblico è un altro: i rapporti di genere.

Intervistato da La Stampa, Barbero si è sentito porre una domanda sul perché le donne facciano così tanta fatica ad arrivare a ricoprire ruoli di potere nella società, a fare carriera e a essere pagate come gli uomini. La risposta di Barbero ha prima sottolineato come la situazione sia migliorata negli ultimi 50 anni: “Di fronte all’enorme cambiamento di costume degli ultimi cinquant’anni, viene da chiedersi come mai non si sia più avanti in questa direzione. Ci sono donne chirurgo, altre ingegnere e via citando, ma a livello generale, siamo lontani da un’effettiva parità in campo professionale”.

E ha proseguito: “Rischio di dire una cosa impopolare, lo so, ma vale la pensa di chiedersi se non ci siano differenze strutturali fra uomo e donna che rendono a quest’ultima più difficile avere successo in certi campi. È possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che aiutano ad affermarsi? Credo sia interessante rispondere a questa domanda. Non ci si deve scandalizzare per questa ipotesi, nella vita quotidiana si rimarcano spesso differenze fra i sessi”.

Ed è stato proprio quel passaggio sulle “differenze strutturali” a scatenare le polemiche di chi ci ha letto un’implicita ammissione dell’inferiorità delle donne rispetto agli uomini, o di una diversità biologica che le renderebbe incompatibili con determinati ruoli nella società.

Dopo le prime polemiche sui social, è arrivata l’amplificazione dei giornali che hanno fatto i titoli sulla “frase sessista” di Barbero. E in breve la palla è passata anche alla politica: il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ha chiesto l’allontanamento di Barbero dalla Rai: “Sarebbe giusto e doveroso che con ‘spavalderia e sicurezza di sé’ la presidentessa Rai Marinella Soldi chiedesse lo stop immediato a tutte le collaborazioni Rai presenti e future con il professor Barbero. Mi auguro che il Cda affronti subito la questione”.

Ora, al di là di quello che voleva dire Barbero, sulla cui frase sono state fatte nel frattempo diverse esegesi – ad esempio il fatto che abbia utilizzato l’espressione “strutturali” e non “naturali” può voler dire che intendesse che si tratta di differenze tra i sessi non legate alla biologia ma alle influenze della società, ovvero al patriarcato, ovvero che stesse dicendo una cosa femminista e che non sia stato capito – qual è il senso di tutta questa storia?

Tanto per cominciare, il fatto che ogni mese ci sia una polemica su questa o quella frase di Barbero è indicativo di come le polemiche siano attivamente ricercate da tutte le parti in causa – giornalisti, editori, commentatori sui social – eccetto forse il solo Barbero. Di come in qualsiasi frase si possa leggere tutto e il contrario di tutto a seconda degli occhi di chi guarda.

Di come, anche, la fama finisca per logorare chi ce l’ha: Barbero è un professore esperto di Medioevo, eppure il suo nuovo ruolo di star dei social l’ha trasformato in un opinionista chiamato a esprimersi su questo e quel tema che esulano dalle sue competenze di studioso, finendo per fare scivoloni. Forse è troppo spavaldo e sicuro di sé per rifiutare interviste che rischiano di ritorcersi contro di lui? Sarebbe interessante rispondere anche a questa domanda.