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Ecco le nuove regole sul coronavirus, in vigore da oggi

Tampone obbligatorio per chi torna da Grecia, Spagna, Croazia, e Malta. E se le cose dovessero peggiorare, obbligo di mascherina anche all'aperto e coprifuoco nei luoghi pubblici

Linh Pham/Getty Images

Era prevedibile: in piena estate e con il rilassamento delle norme di sicurezza, i contagi di coronavirus stanno tornando ad aumentare. Per fermarne la risalita, ieri governo e regioni si sono incontrati per definire insieme una serie di nuove norme da applicare da qui al 7 settembre.

La prima novità, di cui si parlava già nei giorni scorsi, è il tampone obbligatorio per chi torna da Grecia, Spagna, Croazia, e Malta, che si aggiunge al tampone già obbligatorio per chi torna dai Paesi fuori dall’area Schenghen e da Romania e Bulgaria. Tra i Paesi considerati a rischio per cui vale questa misura non c’è (per ora) la Francia, che ieri ha registrato quasi 2500 nuovi casi, il dato più alto in Europa.

Come scrive oggi Repubblica, chi rientra in Italia da questi Paesi da oggi dovrà  esibire un test negativo eseguito nelle 72 ore precedenti o sottoporsi al tampone rapido dove sarà disponibile, oppure autodenunciarsi al distretto sanitario competente e attendere in isolamento il tampone a domicilio nel giro di 48 ore. In caso di esito negativo non sarà necessario stare in quarantena.  

Intervistato dal Corriere della Sera, il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo ha evocato la possibilità di un nuovo lockdown, che è esattamente ciò che il governo sta cercando di evitare. “Abbiamo una graduale ascesa dei numeri, ma soprattutto abbiamo anche persone giovani che stanno entrando nelle terapie intensive”, ha detto Miozzo, aggiungendo che “senza le misure di protezione si rischia il ritorno al lockdown e questa sarebbe davvero la catastrofe”.

Oltre a queste nuove regole è stata aggiornata la lista dei Paesi da cui è vietato l’ingresso in Italia. Dal 9 luglio scorso vi erano stati inclusi Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù e Repubblica dominicana. Oggi è stata aggiunta la Colombia. Per altri Paesi, come gli Stati Uniti, c’è la quarantena obbligatoria all’arrivo. Ma si tratta di una lista aggiornata sulla base del numero dei contagi, per cui potrebbe allungarsi.

Se il numero dei contagi dovesse continuare a salire, le misure potrebbero diventare più stringenti: l’obbligo di mascherina anche all’aperto, il coprifuoco nei luoghi affollati per limitare gli assembramenti.