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Ecco cosa si rischia a uscire di casa senza un buon motivo durante la quarantena

Le pene sono severe: di base si rischia l’arresto fino a tre mesi, oltre a una multa che può arrivare fino a 206 euro

Marco Di Lauro/Getty Images

È il momento di restare in casa e rispettare le regole: è entrato oggi in vigore il nuovo decreto approvato dal governo per fermare l’emergenza coronavirus. Le nuove disposizioni prevedono la chiusura di numerose attività commerciali in tutta Italia, fatta eccezione per negozi di alimentari, farmacie, edicole, tabaccherie, benzinai.

Il Dpcm 11 marzo sottolinea che “si deve evitare di uscire di casa”. E chi pensa di poter contravvenire alle nuove regole emanate dal governo e spiegate in diretta dal premier Giuseppe Conte, rischia denunce e multe salate. Per uscire di casa è necessario un valido motivo, almeno fino al 25 marzo.

I validi motivi sono chiari: salute, lavoro, acquisto di beni necessari, come cibo o medicinali, e rientro al proprio domicilio. Resta la possibilità di effettuare sport all’aria aperta, anche per sciogliere la tensione e prendersi un momento di libertà. Ma sempre nel rispetto delle regole: “Lo sport e le attività motorie svolte negli spazi aperti sono ammessi nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. In ogni caso bisogna evitare assembramenti”, si legge all’interno del vademecum pubblicato dal Ministero dell’Interno. Tutti gli spostamenti devono essere motivati, è quindi importante avere sempre in tasca l’autocertificazione che attesti lo spostamento che si sta facendo e il motivo.  Ma in caso di controllo e mancanza di autocertificazione, gli agenti potranno fornire l’apposito modulo e sarà possibile compilarlo in quel momento.

Autocertificazione non significa mancanza di controllo, gli agenti possono ritenere infondata la motivazione se riscontrano discrepanze, anche a posteriori, all’interno della dichiarazione.

Se non è mai il momento di fare i furbi, questo non lo è nella misura più assoluta. Se non basta pensare che si mette a repentaglio la salute altrui ma anche quella propria, ecco quali sono le sanzioni. Per un’autocertificazione falsa la pena (art.495) va da uno a sei anni ma è anche possibile l’arresto in flagranza e si procede d’ufficio. È infatti possibile denunciare casi di cui si viene a conoscenza.

Se si esce di casa senza motivo si è perseguibili quindi e si rischia l’arresto fino a tre mesi così come una multa che può arrivare fino a 206 euro. Ma non è tutto, la cosa si fa ancora più seria per chi presenta sintomi (come febbre e tosse) di coronavirus e non rispetta la quarantena: si è infatti perseguibili per lesioni o tentate lesioni volontarie, in aggiunta alla violazione dei provvedimenti emanati dalle autorità. Se in queste circostanze si infetta qualcuno e se ne causa la morte, si può essere accusati di omicidio doloso per cui è prevista la reclusione non inferiore ai 21 anni.

Infine le sanzioni arrivano anche se non si rispetta la distanza di sicurezza di un metro tra persone all’interno dei negozi rimasti operativi, pena la sospensione dell’attività. Laddove non sia possibile far rispettare la distanza per motivi strutturali del negozio, il decreto prevede che venga disposta la chiusura.