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Ecco come ripartirà Milano nella prossima “fase 2” del coronavirus

Il sindaco Beppe Sala ha spiegato un po' di idee su cui si sta lavorando che riguardano trasporto pubblico, scuole e negozi

Foto: Andrea Diodato/NurPhoto

Passato il peggio dell’epidemia di coronavirus, si parla in modo sempre più insistente della “fase 2” ovvero del ripartire stando attenti, tornare alla vita normale convivendo con il virus. In un’intervista al Corriere della Sera, il sindaco di Milano Beppe Sala ha spiegato quali misure saranno prese a Milano in questa ripartenza. “Stiamo lavorando a un progetto per la riapertura che presenteremo la settimana prossima, ma per riaprire sono necessarie tre condizioni: la data esatta, la sicurezza nel trasporto pubblico e soprattutto una nuova regolamentazione degli orari di scuole e negozi”.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, l’idea è un sistema che controlli gli ingressi nelle stazioni della metropolitana e che li blocchi quando c’è troppa gente – una sorta di metro scaglionato insomma. “Sul pavimento delle carrozze disegneremo dei cerchi per garantire la distanza”, ha spiegato Sala, precisando che tutto ciò dovrebbero però ridurre la capienza al 30%. 

Un altro punto fondamentale sono negozi e scuole. “Se il commercio non si mette d’accordo sullo scaglionare gli orari dei negozi, se il ministero dell’Istruzione non regola gli orari delle lezioni, il sistema non regge”, ha detto Sala. Secondo il sindaco di Milano per quanto riguarda le scuole “è necessario scaglionare ingressi e uscite. Faccio un esempio: i ragazzi non devono entrare tutti alle 8 ma dalle 8 alle 10. Bisognerebbe pensare a doppi turni perché le classi non potranno essere più così numerose come adesso”.

Le aziende che possono farlo dovrebbero continuare a lavorare in smart working, mentre il commercio non potrà più avere gli stessi orari di adesso – un’idea potrebbe essere quella di consentire ai negozi di stare aperti la sera.