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Ecco come potrebbe essere la fase 2

Sul calendario nulla è ancora deciso, serve l'ok degli scienziati. Ma il governo potrebbe scaglionare le riaperture: prima le aziende, poi negozi, bar e ristoranti. E, alla fine, le attività più a rischio: quelle artistiche e di intrattenimento

Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images

Si parla da tempo di possibili date per l’inizio della cosiddetta “fase due”, dei primi passi post-lockdown, ma sul calendario nulla è ancora deciso: bisogna aspettare l’ok degli scienziati ed evitare che le persone tornino a circolare liberamente, vanificando gli sforzi fatti finora. Se Lombardia e Veneto premono per ripartire prima possibile, ma pure sempre in sicurezza, la Campania frena e pensa a un’ordinanza per vietare l’ingresso dei cittadini provenienti da quelle regioni. Ieri sera da Palazzo Chigi arrivata una nota per spiegare che “sulle date ci sono soltanto ipotesi, fughe in avanti che – in un momento tanto delicato – rischiano di alimentare caos e confusione”.

Questa mattina il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri ha detto in conferenza stampa che in Lombardia col coronavirus ci sono stati cinque volte più morti civili che nella seconda guerra mondiale: “Dobbiamo agire con cautela e prudenza come in questi mesi, è clamorosamente sbagliato comunicare un conflitto tra salute e ripresa economica”, ha spiegato. “Senza salute, la ripresa durerebbe un battito di ciglia, bisogna tenere insieme questi due aspetti. Dobbiamo ripartire ma garantendo la salute e la sicurezza del numero massimo di cittadini possibile”.

Nel frattempo si pensa a come potrebbe essere il futuro più prossimo nelle intenzioni del governo. Sembra probabile l’ipotesi di procedere con un piano differenziato da concordare con i governatori, mantenendo almeno nelle prime settimane il divieto di spostarsi da una regione all’altra. Per quanto riguarda la road-map delle riaperture, dovrebbe toccare prima alle aziende ritenute non essenziali, poi a negozi, bar e ristoranti. Alla fine i luoghi del divertimento, considerati i più a rischio. Il governo potrebbe decidere di procedere sulla strada delle deroghe: le uscite legittimate saranno di più, ma sempre in luoghi dove saranno garantite le misure di distanziamento e di sicurezza.

Aziende
Già a metà settimana prossima potrebbero ripartire le imprese che rispettino queste norme: distanziamento di almeno un metro, dotazione di dispositivi di protezione come guanti e mascherine, pulizia due volte al giorno, dispenser di disinfettanti agli ingressi e vicino ai computer, sanificazione dei sistemi di areazione, smart working per il maggior numero di dipendenti, orari differenziati per gli altri. Moda e tessile, produzione di autoveicoli e motocicli, trattamento dei rifiuti, ma anche cantieri, cave e agenzie interinali.

Negozi
Poi sarà la volta dei negozi: forse già del 4 maggio, se i numeri continueranno a scendere. Ma, ovviamente evitando qualsiasi tipo di assembramento e scaglionando gli ingressi. Le categorie saranno concordate con i governatori, e le Regioni potranno decidere di rinviare ulteriormente. Parrucchieri ed estetisti potranno lavorare soltanto su appuntamento e con dispositivi da studio medico, sterilizzando ogni oggetto.

Bar e ristoranti
La rivoluzione più grande riguarda bar e ristoranti, con regole come la riorganizzazione dei locali per distanziare di ben oltre un metro i posti a sedere e corridoi di sicurezza per chi si avvicina al bancone. Qualcuno parla ottimisticamente di prime riaperture l’11 maggio, ma per tecnici e scienziati è troppo presto.

Attività artistiche e di intrattenimento
Infine, le attività artistiche e di intrattenimento, che sono quelle considerate a pericolosità più alta: c’è l’ipotesi di rinviare la ripresa direttamente a settembre e quella delle arene all’aperto, per sostenere il settore con distanziamento dei posti a sedere e vendita online dei biglietti, capitoli che saranno affrontati con le associazioni di categoria. Di certo c’è che la prossima estate non si andrà a ballare. Un’eventuale via libera alle palestre invece potrebbe esserci solo in caso di allenamenti e lezioni esclusivamente individuali.

Parchi, trasporto, viaggi e vacanze
Già dal 4 maggio potrebbero riaprire i parchi, ma con la massima prudenza e gli ingressi controllati e contingentati: ok alla corsa a piedi e in bici (con distanziamento adeguato) e ai piccoli gruppi. No, ad esempio, alla partite di calcio e agli sport di squadra. Treni e mezzi pubblici potrebbero viaggiare con la capienza ridotta di un terzo, ma sarà sempre consigliato preferire mezzi privati come l’auto, che evitano il contatto e, quindi, il possibile contagio. Gli spostamenti verso le seconde case al mare e in montagna dovrebbe essere consentito, ma gli ingressi in spiaggia saranno scaglionati. Per viaggiare fuori dall’Italia invece bisognerà aspettare ancora.