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È ufficialmente cominciato il secondo processo di impeachment contro Trump

E si è aperto con i Democratici che hanno mostrato un video pazzesco dell'assalto al Campidoglio, creato mettendo insieme filmati girati dai manifestanti, dai giornalisti presenti e da altri testimoni

Ieri è stato il primo giorno di lavoro nel secondo procedimento di impeachment contro Donald Trump, accusato di essere responsabile dell’assalto al Campidoglio avvenuto lo scorso 6 gennaio – quando una folla di manifestanti pro-Trump aveva marciato sul Campidoglio, sfondato i cordoni della polizia, invaso, danneggiato e saccheggiato l’edificio. Nel corso dell’evento – da alcuni definito un tentato colpo di stato – erano morte quattro persone, tre manifestanti e un poliziotto.

Nella stessa aula che era stata invasa dai manifestanti e in cui avevamo visto lo “sciamano di QAnon” Jake Angeli farsi le foto seduto al posto del presidente del Senato, i senatori statunitensi hanno votato 56 a 44 per considerare costituzionale il processo di impeachment e quindi andare avanti con il procedimento contro l’ex presidente. Oltre ai Democratici, hanno votato a favore anche sei senatori Repubblicani. Trump diventa così il primo presidente a subire un secondo procedimento di impeachment e il primo a subirlo dopo aver lasciato la Casa Bianca. 

Alla Camera il processo si è aperto con i Democratici che hanno mostrato un video dell’assalto al Campidoglio, creato mettendo insieme filmati girati dai manifestanti, dai giornalisti presenti e da altri testimoni. Il video sottolineava la correlazione tra il discorso incendiario tenuto da Trump ai suoi sostenitori prima dell’assalto al Campidoglio e il caos e la violanza che si sono poi scantenati. Trump aveva incoraggiato i suoi sostenitori a “battersi” e marciare sul Campidoglio per far sentire la loro voce prima che i deputati certificassero ufficialmente la vittoria elettorale di Biden.

Intanto, Trump – che si è ritirato nella sua residenza di Mar-a-Lago dal giorno dell’inaugurazione di Biden alla presidenza – ha rifiutato le richieste dei Democratici di testimoniare al processo.