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È ufficiale: i lockdown per la pandemia non sono serviti a niente per il clima

È la conclusione di un nuovo report della World Meteorological Organization. Che dice anche: l'ultima volta che c'è stata così tanta CO2 nell'atmosfera del nostro pianeta, gli esseri umani non esistevano

Stefano Guidi/Getty Images

I livelli di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto un nuovo record nel 2020 – e questo nonostante in buona parte del mondo in quello stesso anno ci siano stati lockdown e molte persone siano rimaste chiuse in casa.

Anche se le emissioni di CO2 legate ai combustibili fossili sono cadute del 5,6% a causa del rallentamento economico provocato dalla pandemia, il livello di gas serra nell’atmosfera è stato comunque superiore alla media degli ultimi 10 anni. A rivelarlo è stato questo lunedì il Greenhouse Gas Bulletin pubblicato dalla World Meteorological Organization dell’ONU.

La concentrazione attuale di CO2 nell’atmosfera è superiore del 50% a quella che c’era prima della rivoluzione industriale, e non è stata mai così alta negli ultimi 3-5 milioni di anni, quando le temperature globali erano più alte di 2 o 3 gradi Celsius. Molto prima che gli esseri umani esistessero.

La CO2 è il gas serra maggiormente responsabile della crisi climatica. Secondo l’ONU, circa metà della CO2 emessa dalle attività umane oggi rimane nell’atmosfera, mentre l’altra metà è stata assorbita dagli oceani e dagli ecosistemi terrestri. Considerando la velocità con cui i gas serra si stanno accumulando oggi nell’atmosfera, il mondo è ben lontano dal raggiungere gli obiettivi fissati dagli accordi di Parigi nel 2015 – quelli da cui si erano ritirati gli Stati Uniti sotto Trump e a cui il Paese si è di nuovo associato sotto Biden.

“Al tasso corrente di incremento delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera vedremo un aumento della temperatura media entro la fine di questo secolo ben superiore all’obiettivo di 1,5-2 gradi Celsius in più rispetto ai livelli pre-industriali fissato dagli accordi di Parigi”, ha detto il Segretario generale del WMO Petteri Taalas. “Siamo assolutamente fuori strada”.

Il report con queste conclusioni arriva mentre le nazioni del mondo si preparano alla COP26, il summit sul clima che si terrà settimana prossima a Glasgow, in Scozia, e mentre negli Stati Uniti si continua a discutere per approvare un piano che dovrebbe contribuire a mitigare la crisi climatica. Al summit, i vari Paesi discuteranno le azioni che possono compiere per contribuire a raggiungere l’obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050, nella speranza di evitare la catastrofe climatica.

“Si spera che la COP26 porti un forte aumento degli impegni”, ha detto Taalas. “Dobbiamo trasformare i nostri impegni in azioni che abbiano un impatto sulla riduzione dei gas serra. Dobbiamo ripensare i settori industriale, dell’energia e dei trasporti e tutto il nostro stile di vita – i cambiamenti che servono sono economicamente e tecnicamente possibili. Non c’è tempo da perdere”.

Questo articolo è apparso originariamente su Rolling Stone US