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È stata arrestata Alice “Aisha” Brignoli, la più nota foreign fighter italiana

Nata in provincia di Lecco, nel 2009 si era convertita all'islam e nel 2015 si era trasferita in Siria con la famiglia per unirsi allo Stato Islamico

Come riporta Repubblica, è stata arrestata e rimpatriata in Italia Alice Brignoli, una donna italiana che si era trasferita in Siria per unirsi allo Stato Islamico insieme al marito, diventata la più nota foreign fighter italiana. Localizzata in Siria, è ora indagata per associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale. 

Residente in provincia di Lecco insieme al marito Mohamed Koraichi, cittadino italiano di origine marocchina, alla nascita del primo figlio nel 2009 Brignoli si era convertita all’islam, aveva iniziato a studiare l’arabo e a indossare il velo e cominciato un processo di radicalizzazione. Negli anni successivi aveva tagliato i ponti con la famiglia, finché nel 2015 non era partita insieme al marito – all’epoca avevano 31 anni lei e 39 lui – e ai loro tre figli per unirsi all’ISIS. Prima erano andati in Turchia, poi da lì erano passati in Siria. A denunciare la scomparsa era stata la madre, che entrando in casa della figlia aveva trovato un biglietto con scritto “sono partita, non mi cercate, non torno”.

“Aveva portato via i suoi tre figli partendo con un’auto dall’Italia”, ha detto il pm di Milano Alberto Nobili, che ha coordinato le indagini. “Hanno percorso in auto Paesi come la ex Jugoslavia, la Bulgaria e la Turchia. Brignoli e il marito Koraichi si erano portati dietro i figli perchè faceva parte di una scelta strategica: in quanto maschi potevano diventare futuri combattenti”. Il figlio maggiore, di 6 anni, era stato “inserito nei campi di addestramento” dello Stato Islamico. 

Mohamed Koraichi sarebbe morto qualche tempo fa in seguito a una infezione intestinale. In seguito Brignoli e i figli – il quarto dei quali sarebbe nato proprio in Siria, nei territori controllati dallo Stato Islamico – avrebbero vissuto nel campo profughi di al-Hol, controllato dalle milizie curde, in cui sono confinati molti ex membri dell’ISIS.