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È morta Rossana Rossanda, fondatrice del Manifesto

Intellettuale, giornalista, ex deputata e figura di riferimento della sinistra italiana, si è spenta nella notte a 96 anni

Rossana Rossanda negli anni Settanta. Foto di Alberto Roveri/Mondadori via Getty Images

Come riporta il Manifesto – quotidiano da lei fondato – è morta nella notte a Roma Rossana Rossanda, giornalista, ex deputata e figura fondamentale della sinistra italiana. Aveva 96 anni. 

Nata a Pola, in Istria, nel 1924 e cresciuta a Milano, Rossanda era stata partigiana durante la Seconda guerra mondiale e dirigente del Partito Comunista Italiano nel dopoguerra, periodo in cui era stata nominata da Palmiro Togliatti responsabile della politica culturale del PCI.

Eletta alla Camera nelle file del PCI nel 1963, rappresentava la corrente di sinistra del partito, gravitante intorno a Pietro Ingrao e critica dell’Unione Sovietica. Per dare voce a queste posizioni fu tra i fondatori del Manifesto. Nel 1969, dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia che aveva criticato, fu espulsa dal partito insieme a tutta la sua corrente. Più tardi avrebbe militato in varie forze della sinistra extraparlamentare. 

Nel 2012, “preso atto della indisponibilità al dialogo”, aveva lasciato definitivamente il Manifesto a causa di divergenze di pensiero con il gruppo redazionale.