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Draghi ha dato del “dittatore” a Erdoğan e la Turchia non l’ha presa benissimo

Dopo la frase di ieri del premier, la Turchia ha convocato l'ambasciatore italiano e gli utenti turchi stanno twittando in massa l'hashtag #Mussolini per ricordarci che i dittatori li abbiamo avuti noi

Recep Tayyip Erdoğan, 62 anni, foto via Wikimedia

Recep Tayyip Erdoğan, 62 anni, foto via Wikimedia

Ieri in conferenza stampa al premier Draghi è stata rivolta una domanda sul “caso” del giorno, ossia la polemica su come è stata ricevuta Ursula von der Leyen in Turchia (senza che le venisse data una sedia). E il premier ha risposto in modo decisamente colorito: “Non condivido assolutamente il comportamento di Erdoğan nei confronti della presidente Von der Leyen, credo non sia stato appropriato. Mi è dispiaciuto tantissimo per l’umiliazione che Von der Leyen ha dovuto subire”, ha detto Draghi.

Per poi aggiungere: “La considerazione da fare è che con questi dittatori di cui però si ha bisogno di collaborare, o meglio di cooperare, uno deve essere franco nell’esprimere la differenza di vedute, di comportamenti, di visioni, ma pronto a cooperare per gli interessi del proprio Paese”. Dando così a Erdoğan del dittatore. La risposta turca non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri turco ha infatti convocato l’ambasciatore italiano in Turchia e ha risposto in modo molto deciso: “Condanniamo con forza le inaccettabili parole del premier nominato italiano sul nostro presidente eletto”.

Un’altra risposta, ancora più dura, è arrivata da Fahrettin Altun, capo della comunicazione del governo turco. Altun ha detto che Draghi “ha superato i limiti definendo come ‘dittatore’ Recep Tayyip Erdoğan che è eletto Presidente dal popolo turco con il 52%” e aggiunto che “chi cerca il dittatore” dovrebbe guardare invece alla storia d’Italia.

Nel frattempo, su Twitter l’hashtag #Mussolini è andato in trending topic. Ma non perché gli italiani abbiano nostalgia del fascismo: perché gli utenti turchi stanno twittando in massa per dirci che i dittatori li abbiamo inventati noi.