Djokovic ha criticato la decisione di escludere i tennisti russi e bielorussi da Wimbledon: «Penso sia una follia» | Rolling Stone Italia
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Djokovic ha criticato la decisione di escludere i tennisti russi e bielorussi da Wimbledon: «Penso sia una follia»

«Quando la politica interferisce con lo sport, il risultato non è mai buono», ha detto

Foto: Srdjan Stevanovic/Getty Images

Ieri gli organizzatori del torneo di Wimbledon, in accordo con il governo britannico, hanno comunicato che escluderanno i tennisti e le tenniste di provenienza russa e bielorussa dalla prossima edizione della prestigiosa competizione sportiva inglese, uno dei 4 appuntamenti più importanti dell’anno, che inizierà il prossimo 24 giugno. La decisione è, ovviamente, da ricollegare agli sviluppi dell’invasione russa dell’Ucraina e all’appoggio acritico che il regime di Lukashenko ha assicurato al Cremlino sin dall’inizio del conflitto, quando le truppe di Putin hanno sfruttato il territorio bielorusso come “ponte” privilegiato per entrare in Ucraina da nord e acquisire il controllo della centrale nucleare di Chernobyl.

Uno sviluppo che sta facendo molto discutere, anche perché comporterà l’esclusione dal torneo di tennisti e tenniste di primissimo livello – ad esempio, sono russi 4 dei primi 30 tennisti della classifica mondiale maschile e 5 delle prime 40 tenniste di quella femminile. Tra loro ci sono Daniil Medvedev e Andrej Rublev (rispettivamente numero 2 e 8 al mondo nella classifica maschile) e la bielorussa Aryna Sabalenka e la russa Anastasia Pavlyuchenkova (numero 4 e 15 al mondo in quella femminile).

Oggi la vicenda è stata commentata anche da Novak Djokovic, il tennista numero uno al mondo, famoso tanto per i suoi meriti sportivi quanto per le sue opinioni forti e, spesso, abbastanza controverse (ad esempio, è notoriamente uno strenuo oppositore dei vaccini e un amico intimo di Milan Jolovic, comandante del gruppo paramilitare “Lupi della Drina”, alleato dell’esercito serbo in occasione del genocidio di Srebrenica del 1995).

Djokovic ha definito la scelta dell’ATP «Una follia»: «Condannerò sempre la guerra, non sosterrò mai la guerra essendo io stesso figlio della guerra. So quale trauma emotivo lascia», ha dichiarato, «In Serbia sappiamo tutti cosa è successo nel 1999. Nei Balcani abbiamo avuto molte guerre nella storia recente. Ma non posso essere d’accordo con la decisione di Wimbledon, penso sia una follia. Quando la politica interferisce con lo sport, il risultato non è buono».