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Le famiglie arcobaleno hanno nemici anche a sinistra

Elly Schlein ha rilanciato la proposta del matrimonio egualitario e delle adozioni per i single, ma è bene ricordare che se oggi la legge sulle unioni civili non contempla la step child adoption la "colpa" è proprio del Pd, di una ventina di "cattodem" e di un pugno di femministe perplesse sulla gestazione per altri

Foto di Brian Blanco/Getty Images

Da giorni non si parla d’altro che di figli delle coppie omogenitoriali. La bagarre è scoppiata dopo che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha inviato una circolare in cui ne vietava la trascrizione nei registri anagrafici del comune di Milano.

Intanto però, a Roma, il comune ha introdotto la possibilità nei moduli per le iscrizioni dei figli al nido di barrare due volte la casella “madre” e “padre”, senza sollevare alcun polverone da parte del governo. Quella contro le famiglie arcobaleno è una battaglia cara alla destra che nell’ultimo weekend ha mostrato quanto siano laceranti e ideologici gli argomenti messi sul tavolo per portare avanti una tesi sintetizzabile, semplificando all’osso, così: «non siamo contro i bambini, ma contro chi programma un figlio con l’utero in affitto».

Parole della ministra della Famiglia e le pari opportunità Eugenia Roccella, che venerdì era al Forum delle Associazioni Familiari a difendere questa posizione e poi ospite di Lucia Annunziata a Mezz’ora in più, all’indomani della grande manifestazione di Milano che ha portato in piazza circa 10mila persone per chiedere il rispetto delle famiglie arcobaleno e soprattutto di quei 100mila bambini che oggi sono al centro di una sguaiata contesa politica.

Perché è attraverso queste circolari ministeriali emanate sulla loro pelle e sui loro diritti che si consuma lo scontro politico, anche nelle sue forme più violente e nelle affermazioni più aberranti.

Così la neo segretaria del Pd, Elly Schlein, presente sotto al Duomo, ha voluto dare una risposta a questa gente: una proposta di legge per il matrimonio egualitario per le coppie omosessuali e l’introduzione dell’adozione per i single nel nostro ordinamento. Un proposito virtuoso che, però, rischia di diventare un boomerang per almeno due motivi.

Il primo è che di fronte ad un innalzamento dei toni il governo, che in Parlamento gode di ampi numeri, potrebbe introdurre leggi ancora più restrittive verso le coppie same-sex, complicando ulteriormente la quotidianità per chi già ogni giorno si scontra con la burocrazia ottusa di certe amministrazioni. E la finalità di questa discussione, in questo preciso momento sembra proprio questa. Come far dimenticare la figuraccia di Cutro? Con una polemica feroce su uno dei cavalli di battaglia della destra: le coppie omogenitoriali.

E il secondo motivo è tutto dentro la pancia del Pd. Perché se oggi la legge sulle unioni civili non contempla la stperep child adoption (ovvero il riconoscimento automatico dei figli del partner nelle coppie omosessuali) la “colpa” è proprio del Pd, di una ventina di “cattodem” – definizione coniata dalla stampa per descrivere i parlamentari della sinistra contrari alla possibilità che il genitore non biologico adotti il figlio, naturale o adottivo, del partner – e di un pugno di femministe perplesse sulla gestazione per altri, che nel 2016 fecero fallire le trattative, complice un Movimento 5 Stelle che pochi minuti prima di andare al voto fece cadere l’appoggio al provvedimento.

All’epoca la maggioranza in Senato non era blindata e senza un compromesso trovato di notte a Palazzo Chigi e la riscrittura completa del maxi emendamento che di fatto superava la legge Cirinnà, oggi non avremmo avuto neppure la legge sulle unioni civili. «Un compromesso al ribasso» fu definita dalle associazioni e la delusione delle famiglie arcobaleno fu tangibile. Perché per salvare la norma e ricompattare la maggioranza c’era un prezzo da pagare: escludere tutto il pacchetto di norme che riguarda i figli dal provvedimento. Lasciando fuori le famiglie arcobaleno, ma salvando l’obiettivo: introdurre per la prima volta in Italia il riconoscimento delle coppie omosessuali dopo decenni di tentativi andati a vuoto.

Ecco perché oggi non ha senso rilanciare quella proposta, sacrosanta, del matrimonio ugualitario, perché il Pd prima deve fare chiarezza al suo interno, perché anche quando aveva i numeri, non è riuscita a portare a casa una riforma piena e una legge storica per questo Paese. Intanto, grazie alla legge gli omosessuali possono unirsi e la legge gli riconosce pieni diritti, tranne che per la filiazione, e che sono sempre loro il terreno dello scontro, l’oggetto della contesa. Sia che governi la destra, sia che governi la sinistra.

Ad oggi sono i Tribunali a decidere sulle adozioni speciali da parte del genitore non biologico secondo la legge sulle adozioni. Oramai in Italia c’è una consolidata giurisprudenza in merito, ma ogni giudice decide per sé, quindi è sempre un rischio per i ricorrenti, e per intentare una causa ci vogliono soldi, avvocati, tempo, talvolta anni.

La ministra Roccella che in questi giorni ha difeso la soluzione giurisprudenziale dell’adozione speciale per la tutela di questi bambini, ribadendo però che un bambino deve avere una madre e un padre, forse dimenticherà le parole dei giudici della Corte di Cassazione che nel 2011 stabilirono che è un «mero pregiudizio» sostenere che sia dannoso per i bambini crescere in una famiglia omosessuale. Quindi ancora una volta per attaccare cittadini italiani omosessuali, ce la prendiamo con i più piccoli. Altrimenti non si spiega come mai tanta acredine non si registri anche nei confronti dei figli delle coppie eterosessuali nati dalla maternità surrogata che rappresentano circa il 70 per cento dei casi. Sarà per caso omofobia di Stato?

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