Il sindaco leghista a favore delle coppie omogenitoriali | Rolling Stone Italia
Dissidenti

Il sindaco leghista a favore delle coppie omogenitoriali

Mario Conte, primo cittadino di Treviso in quota Lega, ha annunciato che continuerà a trascrivere all'anagrafe i figli delle coppie omogenitoriali: «Non esistono figli di serie A e di serie B». Forse, c'è spazio per i diritti civili anche a destra

Il sindaco leghista a favore delle coppie omogenitoriali

Foto dal profilo Instagram di Mario Conte

Spesso si tende a semplificare, considerando la battaglia per i diritti civili come un portato unicamente di sinistra, ma questa proiezione non corrisponde sempre alla realtà. In passato abbiamo assistito ad atteggiamenti aperturisti anche da parte di esponenti politici conservatori: uno degli esempi più famosi è Luca Zaia, il governatore del Veneto che, lo scorso anno, si è detto favorevole al DDL Zan, la proposta che puntava a inasprire le pene contro i crimini e le discriminazioni contro persone omosessuali, transessuali, donne e disabili, affossata dalle destre con l’ormai celebre ghigliottina.

Sempre Zaia qualche settimana fa è tornato a mostrare una certa sensibilità verso alcune tematiche che la maggior parte dei suoi colleghi considera dei tabù in piena regola. Ad esempio, due settimane fa ha annunciato la creazione, in Veneto, di un centro regionale dedicato alla disforia di genere, a cui ci si potrà rivolgere per iniziare un percorso di transizione. «È una questione di civiltà e di assistenza sanitaria. Bisogna uscire, per chi ancora lo avesse, da quel tabù. Ormai il Veneto guarda alla modernità, all’inclusività, al rispetto umano», ha detto, pronunciando parole che in buona parte della Padania post–Pontida suonerebbero come vere e proprie iatture.

In maniera simile, da quando il ministero dell’Interno ha indotto i comuni a bloccare la trascrizione all’anagrafe dei figli di coppie omogenitoriali, alcuni amministratori di destra hanno deciso di mostrare la propria contrarietà a un divieto che giudicano iniquo e capace di danneggiare la vita di tante famiglie.

È il caso di Mario Conte, sindaco 43enne di Treviso (una vera e propria roccaforte leghista), che nelle ultime ore ha fatto parlare di sé per la sua posizione di netta contrarietà alle indicazioni di Piantedosi.«Bisogna prendere per mano la questione di regolamentare il tema in modo da togliere dall’imbarazzo della scelta burocratica i Comuni e in modo da dare risposte a queste famiglie che chiedono semplicemente di vedere registrati i propri figli», ha detto Conte, in un’intervista concessa a Il Fatto Quotidiano.

«Non c’è nulla di scandaloso: è giusto creare l’iter corretto e parificare la condizione a tutte le altre famiglie, senza che ci sia alcun tipo di discriminazione”. “È evidente che c’è un vuoto normativo e un corto circuito burocratico che di fatto non dà risposte a delle esigenze che sono sacrosante. Non ci sono figli di serie A e figli di serie B, perché qui si parla di figli, di persone, e del registro dell’anagrafe. Quindi da questo punto di vista se c’è un vuoto, come è evidente in questo momento, va assolutamente colmato. Non credo ci sia davvero nulla di male nell’andare incontro a queste esigenze», ha aggiunto il primo cittadino.

Sono parole importanti, che dimostrano che può esistere uno spazio per tutelare i diritti civili anche a destra e che garantire tutele a categorie che ne sono sprovviste è un obiettivo trasversale a qualsiasi colore politico.