Degli attivisti inglesi hanno scavato dei tunnel segreti per protestare contro la costruzione di una ferrovia | Rolling Stone Italia
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Degli attivisti inglesi hanno scavato dei tunnel segreti per protestare contro la costruzione di una ferrovia

È una tecnica di protesta molto particolare, ispirata dai Viet Cong durante la guerra del Vietnam e adottata dagli ambientalisti inglesi

DANIEL LEAL-OLIVAS/AFP via Getty Images

Dal 27 gennaio agli Euston Square Gardens, un piccolo parco nel centro di Londra, sono in corso tentativi di sgombero nei confronti degli attivisti di HS2 Rebellion, un’alleanza di gruppi e individui che protestano contro la costruzione della ferrovia ad alta velocità che collegherà Londra alle Midlands e poi fino in Scozia. Una parte del parco dovrà essere rasa al suolo per far spazio a una stazione di taxi temporanea, prima di essere venduta per costruire la stazione della linea ad alta velocità.

Gli sgomberi sono iniziati ​intorno alle quattro del mattino di mercoledì​ scorso, e gli agenti del National Eviction Team hanno recintato i giardini per impedire a chiunque di entrare, mentre la polizia effettuava gli arresti. Ma se è stato relativamente facile sgomberare i manifestanti dalle tende e dagli accampamenti costruiti sulle cime degli alberi, sono le persone al di sotto del parco a rappresentare il maggior problema per le forze dell’ordine.

Gli attivisti anti-HS2, infatti, hanno costruito segretamente, lavorando durante la notte nell’arco di due mesi, ​un sistema di tunnel​ sotto gli Euston Square Gardens. Con l’aiuto dei residenti locali hanno poi usato il materiale di scarto degli scavi per fortificare le barricate all’ingresso e isolare la “fortezza di pallet” – a cui hanno dato il nome di “Buckingham Pallet” – usata per tenere al caldo i minatori.

Questa insolita tecnica di protesta ​non è nuova in Inghilterra​. Tra i manifestanti impegnati nella costruzione del tunnel, infatti, c’è anche un certo Swampy, soprannome di Daniel Hooper, un noto attivista ambientale inglese già protagonista delle proteste del 1996 contro un progetto per la deviazione di un’autostrada nel Devon. Quella volta, Daniel Hooper fu l’ultimo a lasciare il tunnel, dopo esservi rimasto per sette giorni e sette notti.

Come scrive il Guardian, “gli attivisti veterani che hanno protestato a fianco di Swampy negli anni ‘90 dicono che il tunnelling è una delle tattiche più efficaci che i manifestanti possono utilizzare per ostacolare i programmi di costruzione di strade o altri trasporti, perché rimuovere le persone dai tunnel senza causare un crollo e potenzialmente mettere a rischio la loro vita costa molto, è lungo e può causare ritardi significativi.”

La storia di questa tattica di protesta viene ripercorsa anche dal libro Disco’s Dave Tunnel Guide​, considerato “la bibbia degli attivisti ambientali”, che ne fa risalire l’origine ai tunnel di Củ Chi, una vasta rete sotterranea di gallerie fuori da Saigon, in Vietnam, e che vennero usati dapprima dai guerriglieri Viet Minh negli anni quaranta durante la lotta contro le forze francesi, e poi, vent’anni dopo, dai Viet Cong contro l’esercito statunitense.

Al momento, i manifestanti all’interno del tunnel sono almeno quattro: tra questi, vi è il quarantottenne Larch Maxey, il più vecchio dei quattro, un attivista veterano impegnato nelle proteste per la salvaguardia degli alberi, e la diciottenne Blue Sandford, famosa per la sua partecipazione agli scioperi per il clima e autrice del libro Challenge Everything: An Extinction Rebellion Youth Guide to Saving the Planet.

Le motivazioni degli attivisti si basano più o meno sugli stessi argomenti avanzati dai gruppi di protesta in Val di Susa contro il progetto della linea alta velocità Torino-Lione. ​Secondo il Woodland Trust​, un ente di beneficenza per la conservazione dei boschi del Regno Unito, la realizzazione dell’HS2 causerà la distruzione di 108 boschi antichi, costringendo un gran numero di persone a lasciare le loro case. Secondo gli sviluppatori, invece, sarebbero solamente 43 i boschi antichi colpiti dal percorso della ferrovia, con l’80% della loro area totale che rimarrebbe intatta.

Al netto di questo, il progetto è stato oggetto di critiche anche per i suoi costi crescenti a causa dei ritardi che si sono accumulati, considerati ingiustificabili durante una profonda recessione ed emergenza climatica. L’ultima stima del governo è di 106 miliardi di sterline, ma si teme che possano aumentare molto di più. Il progetto, infatti, è stato in fase di gestazione per più di dieci anni e bisognerà aspettarne minimo altri dieci per assistere ai primi servizi di trasporto. Nel 2012, ad esempio, quando il governo conservatore di David Cameron doveva decidere se dare o meno il via libera, si diceva che qualora il progetto fosse stato approvato in tempi rapidi, i lavori per il primo tratto – da Londra a Birmingham – sarebbero durati dal 2016 al 2026 a un costo di circa ​17 miliardi di sterline​. Già allora, oltre all’opposizione da parte di alcuni conservatori dovuta al fatto che il Labour continuasse a sostenere la paternità del progetto, si erano sommate le proteste degli ambientalisti e degli abitanti delle regioni interessate.

Dopo le numerose battute d’arresto, dovute anche al fatto che condizioni del terreno si sono rivelate peggiori di quanto ci si aspettasse, a settembre 2020 HS2 ​ha annunciato l’inizio formale​ dei lavori della ferrovia alta velocità tra Londra e le West Midlands, affermando che avrebbe creato 22.000 posti di lavoro, fornito “un modo più pulito e più verde di viaggiare, aiutando a ridurre il numero di auto e camion sulle strade, a ridurre la domanda di voli nazionali e ad aiutare il paese a tagliare le sue emissioni di carbonio nella lotta contro il cambiamento climatico”. Secondo le stime attuali, però, la prima fase della linea dovrebbe costare fino a 45 miliardi di sterline, quasi tre volte la stima iniziale, e l’eventuale completamento della seconda fase rimane in dubbio.

Gli attivisti, intanto, hanno condiviso nei giorni scorsi dei video dall’interno del tunnel, affermando il proprio diritto a protestare.

Le gallerie, come si vede, sono sostenute da travi di legno per evitare il collasso. All’interno ci sono riserve di cibo e acqua, e i manifestanti hanno detto di essere intenzionati a rimanere sottoterra tutto il tempo necessario per fermare il progetto HS2. Ma col passare dei giorni e l’aumentare della pioggia, i manifestanti hanno denunciato un peggioramento delle condizioni con collassi interni al tunnel, e hanno accusato le forze dell’ordine di stare attuando tecniche di sgombero che mettono a rischio le loro vite. Larch Maxey ha detto che la squadra di sgombero ha impedito di rimuovere terra e acqua dal tunnel, e che gli attivisti erano stati costretti a un’intera notte insonne a causa dei continui lavori degli operai di SH2.

In un video di venerdì pomeriggio, invece, Swampy ​ha detto​ che “il fango ha continuato a scorrere non solo durante la notte, quando pioveva, ma anche quando la pioggia è cessata”. Ha anche detto che se qualcosa andasse storto “gli attivisti non sarebbero in grado di liberare rapidamente il tunnel”. I portavoce dell’HS2 hanno però negato che qualsiasi loro azione stia mettendo a rischio la vita degli attivisti.