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Da dove viene la bufala di Salvini sul coronavirus “creato in laboratorio”

E perché quella rilanciata da Salvini, Meloni e larga parte della destra italiana nelle ultime ore non è una semplice bufala, ma qualcosa di più

BSIP/UIG Via Getty Images

Ieri pomeriggio, poco dopo la conferenza stampa quotidiana della Protezione Civile con i soliti dati sull’andamento dell’epidemia di coronavirus in Italia, Matteo Salvini ha sganciato una bomba di propaganda che ha monopolizzato l’attenzione per tutta la sera e che sta facendo parlare anche oggi. Si tratta di un breve spezzone del Tgr Leonardo di Rai 3, andato in onda nel 2015, in cui si parla di un esperimento cinese sul coronavirus in un laboratorio di Wuhan, menzionando la possibilità che il virus possa sfuggire e infettare l’uomo. 

L’esperimento di cui si parla è consistito nell’innestare una proteina tratta da un coronavirus dei pipistrelli sul virus che causa la SARS nei topi e lo scopo, spiega il servizio, era stabilire se la proteina in questione fosse quella che consentiva al virus di contagiare l’uomo e di farlo senza la necessità di passare da un organismo terzo come serbatoio. Lo stesso video è stato rilanciato poco dopo anche da Giorgia Meloni (con didascalia: “La Cina ci ha mentito? VOGLIAMO LA VERITÀ!”) e dalla fascio-influencer numero uno in Italia Francesca Totolo (che sta già scrivendo un libro su “tutto ciò che non torna” sull’epidemia di coronavirus per Altaforte, la casa editrice di CasaPound).

Ora, ovviamente il video è una cazzata. Non è una bufala nel senso stretto del termine, perché l’esperimento cinese esiste veramente, ma – come ha spiegato David Puente su Open – non c’entra niente con il coronavirus SARS-CoV-2, cioè quello che sta causando la pandemia attuale. E come hanno fatto notare nelle ultime ore diverse voci, rappresenta un salto di qualità nella strategia della tensione mediatica portata avanti dalla destra italiana, che ha sempre costruito il suo consenso a suon di bufale e notizie strumentalizzate, ma mai in modo così spudorato. Ma in questo caso c’è qualcosa in più oltre a questo aspetto, un’altra dimensione che risulta evidente se si va a vedere da dove arriva la narrazione sul “virus creato in laboratorio in Cina” spinta da Salvini, Meloni & co. 

La teoria del complotto in questione, infatti, non è  un’invenzione della destra italiana: circolava già da qualche settimana negli Stati Uniti. Come ha ricostruito un articolo di Vox, la sua origine non è chiara ma già dallo scorso febbraio è stata sposata e rilanciata da diversi personaggi pubblici della galassia conservatrice statunitense come il conduttore radiofonico di destra Rush Limbaugh (che il 24 febbraio ha parlato di “un esperimetno di laboratorio che sta venendo trasformato in un’arma”) e il senatore repubblicano dell’Arkansas Tom Cotton, che ne ha parlato sia al Congresso che a Fox News.

La specifica versione della teoria del complotto che circolava negli Stati Uniti non indicava come pistola fumante l’esperimento citato da Salvini e Meloni, ma l’esistenza a Wuhan del Wuhan Institute of Virology. In una versione il virus sarebbe stato creato lì come arma batteriologica, in un’altra sarebbe sfuggito al controllo umano per colpa di un protocollo di sicurezza non abbastanza stringente. 

Due settimane fa, questa stessa teoria è stata ripresa implicitamente da Steve Bannon – noto ideologo di destra ed ex collaboratore di Trump alla Casa Bianca – che anche lui su Fox News ha difeso Cotton e implicato che dietro l’origine del SARS-Cov-2 ci fosse la mano del Partito Comunista Cinese: “I media mainstream e l’estrema sinistra dicono che è un complottista, ma tutto ciò che sta dicendo è che tocca al Partito Comunista Cinese e al Presidente Xi Jinping farsi avanti e darci tutte le informazioni [sull’origine del virus]”.

Salvini, Meloni e la galassia dell’estrema destra italiana hanno ormai da diversi anni rapporti con Bannon e con il mondo dell’estrema destra americana, dal ticket elettorale Trump alla galassia conservatrice. Non è dunque un caso che la stessa teoria del complotto sia arrivata in Italia, arricchita dal servizio di Rai 3 per renderla più appetibile al pubblico locale. Dal punto di vista politico non è ovviamente una debacle o una gaffe ma un modo per collocarsi su una linea precisa – quella che vuole dare la colpa della pandemia di coronavirus alla Cina. È la linea sposata dal governo statunitense, che ieri al G7 ha impedito la pubblicazione di una dichiarazione congiunta sul tema pretendendo che si parlasse ufficialmente di “Wuhan virus” e non di SARS-CoV-2. 

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