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Cos’è questa storia delle morti collegate al vaccino AstraZeneca?

Diversi Paesi hanno bloccato la somministrazione del vaccino AstraZeneca dopo alcuni decessi di persone vaccinate. Ma è solo una precauzione: non ci sono prove di una correlazione, e i dati sono rassicuranti

MARKKU ULANDER/Lehtikuva/AFP via Getty Images

Negli ultimi giorni, dopo alcune notizie su persone morte dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca, si è cominciato a parlare della sua possibile pericolosità. Nonostante le rassicurazioni dell’Ema – che sta monitorando la somministrazione e le reazioni avverse al vaccino in tutta Europa – e delle autorità mediche del Regno Unito, diversi Paesi europei tra cui l’Italia hanno deciso di sospendere la somministrazione del vaccino in questione. I complottisti si sono giù buttati sul tema, mentre i toni esagerati con cui i media stanno trattando la situazione non aiutano di certo. 

Come scrive Domani – tra i pochi quotidiani italiani che si sono occupati della vicenda senza isteria – va detto prima di tutto che non ci sono prove che colleghino le morti al vaccino. I decessi sono stati causati da trombosi (coaguli di sangue che si formano nei vasi sanguigni bloccando la circolazione) ma non è detto che si tratti di un effetto collaterale del vaccino AstraZeneca. Secondo l’Ema ci sono stati 30 casi di trombosi su circa 5 milioni di persone vaccinate in Europa, un numero “non superiore a quello riscontrato nella popolazione generale”. Anche le autorità sanitarie britanniche hanno riferito che i casi di trombosi nel Paese sono nella media. La stessa AstraZeneca ha diramato un comunicato per ribadire la sicurezza del vaccino, che ha superato tutti i test e che è stato già somministrato a milioni di persone in tutto il mondo senza che siano stati riscontrati casi di gravi effetti collaterali. 

Nonostante questo, però, diversi Paesi hanno sospeso la somministrazione del vaccino per sicurezza, in attesa di capirci di più. Il primo Paese a farlo è stato la Danimarca, dopo la morte di una donna di 60 anni che aveva ricevuto il vaccino: anche in questo caso la sospensione è stata una mossa preventiva, con le stesse autorità sanitarie danesi che hanno detto di avere “molta documentazione che prova che il vaccino è sicuro ed efficace” e di non aver “terminato l’uso del vaccino AstraZeneca” ma di averlo solo messo in pausa. In seguito alla Danimarca, anche la Norvegia ha preso le stesse misure per sicurezza. La scorsa settimana, anche l’Austria aveva sospeso in via precauzionale la somministrazione del vaccino dopo la morte di una donna di 49 anni.

Per quanto riguarda l’Italia, l’Aifa ha deciso di sospendere la somministrazione di un lotto di vaccino AstraZeneca che era stato inoculato a Stefano Paternò e Davide Villa, di 43 e 50 anni, il primo membro della marina e il secondo della squadra mobile di Catania, entrambi deceduti la scorsa settimana. “Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi”, ha precisato Aifa: anche in questo caso dunque lo stop alla somministrazione del vaccino è in via precauzionale.

La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta sulla morte di Paternò, iscrivendo nel registro degli indagati una decina di persone che vanno da AstraZeneca al personale sanitario che ha somministrato il vaccino, con l’accusa di omicidio colposo. Sulla morte di Villa sta invece indagando la Procura di Catania. Sempre in Sicilia, a Trapani, è stata aperta un’indagine su un altro caso simile, la morte del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco, 54 anni, che ha avuto un infarto 48 ore dopo aver fatto il vaccino, anche se l’autopsia ha negato qualsiasi nesso causale. E a Nola la Procura indaga sulla morte di un operatore scolastico di 58 anni morto dopo aver ricevuto il vaccino, disponendo il sequestro della salma e delle cartelle cliniche. Tutte misure precauzionali per accertamenti.

Nel frattempo, però, i complottisti si sono già buttati su questo genere di notizie che si presta bene alla loro propaganda antivaccinista e negazionista del Covid-19. Sul suo canale Telegram Cesare Sacchetti, uno dei più famosi complottisti italiani, che dopo essersi dedicato per anni alla diffusione di notizie false legate a QAnon oggi si occupa principalmente di negare l’epidemia di Covid-19, sta alimentando da settimane la sfiducia nei confronti dei vaccini, a partire da questi e da altri casi simili – come quello di Michela Foderini, una fotografa morta a fine febbraio e il cui decesso è stato collegato al vaccino (senza prove).