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Cosa sta succedendo in Nigeria, dove si protesta contro la violenza della polizia

Secondo Amnesty International, dall'inizio delle proteste contro la Sars, un'unità speciale della polizia colpevole di torture e omicidi, sarebbero morte almeno 15 persone

Olukayode Jaiyeola/NurPhoto via Getty Images

Come riporta il Guardian, da settimane in Nigeria si tengono enormi manifestazioni di piazza che, sulla scia del movimento Black Lives Matter americano e del suo slogan “defund the police”, protestano contro la brutalità poliziesca e in particolare chiedono al governo di dissolvere la Special Anti-Robbery Squad (Sars) – un’unità speciale della polizia federale nigeriana accusata di torture, estorsioni e uccisoni extra-giudiziarie.

Nonostante almeno inizialmente il governo abbia fatto qualche timido passo verso i manifestanti, ad esempio dissolvendo la SARS e istituendo una commissione per investigarne gli abusi e compensare le vittime, le proteste non si sono fermate – anzi sono cresciute, accusando la politica di non fare abbastanza e ricordando altre precedenti promesse di riforma che non si sono mai concretizzate. Al centro della rabbia popolare c’è il fatto che dopo il dissolvimento della SARS sia stata creata un’altra unità, la Special Weapons and Tactics (Swat), per rimpiazzarla – cosa che ai manifestanti sembra una presa in giro. Inoltre, diversi agenti della SARS colpevoli di abusi di cui esistono prove video non sono stati arrestati. 

Dopo le prime concessioni, la risposta delle autorità alle proteste si è fatta violenta. Secondo Amnesty International, negli ultimi giorni i manifestanti sono stati attaccati da persone non identificate armate di machete e coltelli, e anche le forze di polizia hanno cominciato una repressione violenta. Il governo nigeriano ha imposto un coprifuoco di 24 ore in diversi stati del Paese, ma le manifestazioni sono continuate senza rispettarlo: per tutta risposta questa notte a Lagos la polizia ha sparato sulla folla. “Hanno cominciato a sparare verso la folla. Sparavano sulla folla”, ha detto a Reuters un testimone. “Ho visto una o due persone venire colpite da un proiettile”.

Diversi video sono emersi sui social durante e dopo i fatti. Il dj nigeriano DJ Switch ha fatto una diretta Instagram dalla manifestazione e secondo la sua testimonianza 7 manifestanti sarebbero rimarsi uccisi. Un video mostra manifestanti che fuggono mentre le forze di sicurezza e i soldati sparano, un altro mostra dei manifestanti con una bandiera nigeriana sporca di sangue che parlano con la polizia per chiedere agli agenti di far passare i medici per curare i feriti. 

“Negli ultimi giorni abbiamo documentato un’escalation di violenza e attacchi coordinati contro i manifestanti pacifici di #EndSars”, ha detto ieri Amnesty International Nigeria, aggiungendo che la polizia ha usato “forza eccessiva” causando molte vittime. Dall’inizio delle proteste, sempre secondo Amnesty, sarebbero morte già 15 persone.