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Cosa c’è da sapere sul prolungamento dello stato di emergenza fino al 15 ottobre

Secondo il premier Conte si tratta di una decisione inevitabile perché "il virus circola ancora" e il governo ha diverse questioni da affrontare in modo rapido e deciso

Giuseppe Conte. Foto via Facebook

Come riporta il Corriere della Sera, il governo ha deciso di prorogare lo stato di emergenza per il coronavirus fino al prossimo 15 ottobre. Secondo il premier Conte si tratta di una decisione inevitabile perché “il virus circola ancora” e il governo ha sul tavolo diverse questioni che deve affrontare in modo rapido e deciso: la quarantena per i migranti, il prolungamento dello smartworking, l’acquisto dei dispositivi di protezione per poter riaprire le scuole, l’organizzazione delle prossime elezioni amministrative in sicurezza.

Per quanto riguarda uno degli elementi fondamentali con cui è stata gestita l’emergenza, il lavoro da remoto o smartworking, sarà possibile per i lavoratori del settore pubblico e privato continuare a lavorare da casa fino al termine dello stato di emergenza. Dopodiché dovranno essere concordati con i sindacati dei criteri per regolamentare questa nuova modalità, che probabilmente ci porteremo dietro molto oltre ottobre.

Riguardo invece alla ripresa degli eventi con molte persone, come i concerti e le partite di calcio a porte aperte o le elezioni regionali previste per settembre, lo stato di emergenza è necessario perché consente al governo sia di modificare alcune norme in tempi rapidi (ad esempio l’uso della matita copiativa per votare) sia di imporre gli ingressi contingentati alle manifestazioni per garantire che il ritorno alla normalità sia graduale e si seguano le necessarie prescrizioni di sicurezza come la mascherina nei luoghi chiusi, il tutto tenendo presente l’evoluzione della curva epidemica.

Anche per quanto riguarda la riapertura delle scuola, lo stato di emergenza consente al governo di semplificare le procedure per svolgere le gare con cui procurarsi i materiali necessari a mettere in sicurezza la riapertura e garantire prezzi calmierati, fissando anche delle regole per come ci si dovrà comportare durante lo svolgimento delle lezioni, cosa si dovrà fare nel caso in cui uno studente o un professore risultino positivo, come gestire le misurazioni della febbre, l’entrata e l’uscita dagli istituti ed eventuali gite e uscite didattiche.

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