Con i soldi della campagna per aiutarla, Malika Chalhy si è comprata una Mercedes | Rolling Stone Italia
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Con i soldi della campagna per aiutarla, Malika Chalhy si è comprata una Mercedes

La storia della 22enne cacciata di casa dalla famiglia perché lesbica era diventata virale lo scorso aprile. Ora si scopre che i 140mila euro raccolti per aiutarla non sono andati in beneficenza come promesso

Lo scorso aprile – ve ne ricordate? – era diventata virale la storia di Malika Chalhy, una ragazza di 22 anni di Castelfiorentino che a gennaio era stata cacciata di casa dai genitori dopo aver fatto coming out confessando di essere lesbica. I media avevano dato ampio spazio alla vicenda, riportando i dettagli degli insulti e delle minacce che aveva ricevuto dai genitori e dal fratello: “sei uno schifo, lesbica, se ti vedo t’ammazzo”,”sei la rovina della nostra famiglia”, “meglio una figlia drogata che lesbica”.

Era, insomma, l’ennesimo caso spia di un’Italia che ha un grave problema di omofobia. E aveva toccato una profondamente l’opinione pubblica italiana che si era mobilitata per sostenerla: nei giorni successivi, mentre Malika rilasciava diverse interviste e incassava la solidarietà di Fedez, erano nate alcune raccolte fondi con il vago proposito di “aiutarla” a rimettere insieme la sua vita. In totale erano stati raccolti 140milla euro. Malika aveva detto che avrebbe dato i soldi in beneficenza.

Ecco, a distanza di mesi, Malika è di nuovo al centro dell’attenzione mediatica. Non per la sua storia – della cui verità nessuno dubita – ma per quello che è successo dopo. E in particolare del modo in cui ha speso i soldi che tanti italiani le hanno donato in buona fede per aiutarla a rifarsi una vita dopo essere stata rifiutata dalla sua famiglia.

Il caso è scoppiato per colpa di una storia Instagram. Malika è stata taggata in una storia da Gaia Zorzi, influencer e sorella del vincitore del Grande Fratello Vip 2020 Tommaso Zorzi, alla guida di una Mercedes. Inizialmente aveva provato a sostenere che l’auto fosse della sua ragazza e che i soldi ricevuti sarebbero stati destinati a una fondazione che la ragazza voleva costituire insieme a Laura Boldrini per aiutare le donne vittime di discriminazioni.

Un’intervista rilasciata a The Post Internazionale, ha però smentito completamente questa versione. Tanto per cominciare la Mercedes è proprio di Malika, che se l’è comprata con i soldi della raccolta fondi benefica a suo favore. Malika ha ammesso di aver detto una bugia e si è scusata, e ha spiegato di aver comprato la macchina con quei soldi, insieme a un po’ di altra roba: “Ho preso la casa in affitto a Milano, abbiamo dato un anno di affitto più duemila euro di caparra. Poi ho pagato dentista, avvocato, ho comprato dei vestiti. Non avevo niente, era rimasto tutto a casa dei miei. Adesso ho avuto delle spese per la macchina”.

Anche la storia della fondazione insieme a Boldrini pare essere falsa. Inizialmente l’agente di Malika aveva detto che le cose erano andate per le lunghe citando la grave malattia di cui soffre al momento Boldrini, ma sempre The Post Internazionale ha riportato la smentita dell’ex presidente della Camera: “mai è stata discussa con me o con alcun collaboratore o alcuna collaboratrice del mio staff l’ipotesi di costituire una associazione per le vittime di discriminazione tanto meno di una raccolta fondi”, ha detto Boldrini, “il mio nome quindi viene tirato in ballo in maniera totalmente impropria”.

Insomma la versione più probabile è che Malika Chalhy, che alla fine rimane una ragazza di 22 anni, si sia trovata, dopo aver subito una terribile discriminazione da parte della sua famiglia, ad avere sotto mano una quantità di soldi che mai aveva visto prima nella sua vita. E che, essendo appunto una ragazza di 22 anni, si sia fatta un po’ prendere la mano. Questo non la giustifica ovviamente – si trattava comunque di soldi donati per aiutarla e che lei aveva detto di voler dare in beneficenza – e probabilmente finirà nei guai per il suo comportamento, ma vista anche la sua giovane età è almeno comprensibile.

La vera morale della storia se mai è un’altra e riguarda tutta la galassia di raccolte fondi per “beneficienza”, per “aiutare” questa o quest’altra persona che ha un problema, che proliferano su internet negli ultimi anni. E che in realtà, a meno che dietro non ci sia qualche ONG attendibile, finiscono per pagare la Mercedes a qualcuno.