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Come gestiremo il coronavirus ora che l’estate è finita

Il governo e le Regioni si sono accordati su una serie di misure per affrontare i prossimi mesi, dalla capienza sui mezzi pubblici alle regole per la riapertura delle scuole

Linh Pham/Getty Images

Finita l’estate, è tempo di tornare alla realtà e la realtà è che la pandemia da coronavirus c’è ancora – anzi, a livello mondiale il numero dei casi continua a crescere. Per questo, dopo una settimana di trattative, il governo e le Regioni si sono accordate su una serie di misure di sicurezza e prevenzione per affrontare i prossimi mesi.

Come riporta il Corriere della Sera, il primo punto affrontato è quello sui mezzi pubblici, essenziali ma anche molto pericolosi come veicoli di contagio. Alla fine la capienza verrà aumentata fino all’80%, con “una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti” a patto che vengano rispettate una serie di misure di sicurezza a partire dall’obbligo di indossare la mascherina.

Il secondo punto è invece quello che riguarda l’apertura delle scuole. Ieri, in un tweet, il premier Giuseppe Conte aveva detto che la riapertura delle scuole “è la nostra priorità” e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva ricordato che la scuola è una “risorsa decisiva per il futuro della comunità nazionale”. A partire da questo, dopo una riunione da remoto con una serie di esperti di 53 Paesi e il direttore regionale dell’OMS per l’Europa Hans Kluge, il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che è necessario riaprire ma che è anche “realistico pianificare la didattica a distanza per integrare l’apprendimento nel prossimo anno scolastico” – perché in attesa del vaccino, ogni scenario è possibile per questo inverno.

A livello pratico, per quanto riguarda le scuole il Comitato tecnico scientifico ha confermato che l’obbligo delle mascherine per gli studenti dai 6 anni in su riguarda solo gli spazi comuni e gli spostamenti: al banco si potrà stare senza mantenendo la distanza di un metro dagli altri. Per gli studenti delle superiori, considerati più a rischio, sarà possibile adottare restrizioni ulteriori e mirate in caso di aumento dei contagi.

C’è poi la questione degli insegnanti che appartengono a fasce d’età messe particolarmente a rischio dal coronavirus, che a migliaia stanno chiedendo l’esonero. Non basterà avere più di 55 anni per poter richiedere di non tornare in classe, ma sarà necessaria anche avere un certificato medico che attesti una “patologia con scarso compenso clinico”. Nonostante queste regole, c’è anche chi continua a tentennare. Diverse regioni – Puglia, Calabria, Sardegna, Basilicata e Abruzzo – hanno già rimandato l’inizio dell’anno scolastico al 24 settembre.