Com’è andata la prima giornata di negoziati in Turchia | Rolling Stone Italia
Home Politica

Com’è andata la prima giornata di negoziati in Turchia

L'Ucraina si è detta disposta a rendere effettiva la sua neutralità a fronte di un'interruzione delle operazioni militari nel nord del Paese, ma ci sono ancora dubbi sulle reali intenzioni di Mosca

Foto di Anadolu Agency via Getty Images

Ieri, nel palazzo di Dolmabahçe di Istanbul, in Turchia, si è svolta una nuova seduta di negoziati tra le delegazioni russa e ucraina. Le premesse non erano entusiastiche, ma qualche timido passo in avanti è stato registrato, specialmente dal punto di vista delle condizioni richieste dal Cremlino. Lunedì Zelensky aveva provato a distendere il clima: in un’intervista con giornalisti indipendenti russi riportata dalla Cnn, il presidente russo aveva infatti affermato di essere pronto ad accettare lo status di neutralità dell’Ucraina come parte di un accordo di pace con la Russia.

E proprio la neutralità dell’ex repubblica socialista sovietica ha rappresentato il leitmotiv ricorrente delle trattative: Zelensky sembrerebbe disposto a concederla a fronte di alcune garanzie e dell’immediata cessazione, da parte della Russia, delle operazioni militari nelle zone settentrionali dell’Ucraina. In particolare, l’Ucraina ha proposto di abbandonare l’idea di aderire ad alleanze militari con altri paesi stranieri ed è pronta a impedire a chiunque di avviare la costruzione basi militari all’interno del suo territorio, abbandonando definitivamente ogni dietrologia su una sua possibile adesione alla Nato.

Tuttavia, rendere effettivo lo status neutrale dell’Ucraina è complesso, dato che sarebbe necessario intervenire direttamente sulla Costituzione: l’aspirazione a entrare nella NATO, infatti, è menzionata esplicitamente nella Carta fondamentale del paese, che per essere modificata richiede una procedura complessa: sono necessarie infatti due votazioni con una maggioranza qualificata (2/3 dei membri del parlamento) e una successiva approvazione della Corte costituzionale.

Per quanto riguarda le pretese territoriali di Mosca, quindi soprattutto Crimea e Donbass, la delegazione ucraina ha proposto un negoziato di 15 anni. Le trattative, nel lungo periodo, dovrebbero portare a un accordo sullo status della due repubbliche separatiste.

La Russia continua, però, essere considerata un partner inaffidabile:  in pochi credono davvero che l’obiettivo di Putin sia quello di distendere i rapporti con l’Ucraina per giungere a una soluzione pacifica. Il timore è che stia semplicemente prendendo tempo per riorganizzare l’offensiva.

Altre notizie su:  Negoziati Russia Ucraina