Chi è Cesare Sacchetti, il re dei complottisti italiani | Rolling Stone Italia
Home Politica

Chi è Cesare Sacchetti, il re dei complottisti italiani

Matteo Renzi ha aiutato Biden a truccare le elezioni per far perdere Trump, Papa Francesco è stato arrestato, il Covid non esiste. Queste e altre grandi "notizie" vengono da Cesare Sacchetti, re dei complottisti italiani e famoso anche all'estero

SAUL LOEB/AFP via Getty Images. Screenshot via Twitter

Se avete in casa una connessione internet avrete sicuramente familiarità con il suo nome, ma quella è l’unica informazione attendibile che otterrete da lui. Il 2020 di Cesare Sacchetti è stato un anno particolarmente ricco di soddisfazioni, quello che lo ha definitivamente consacrato come il più celebre e prolifico complottista d’Italia e che lo ha proiettato verso la conquista del pubblico anglofono.

A certificare la sua influenza è stato nello scorso mese di maggio NewsGuard, azienda americana leader nel monitoraggio della disinformazione sul web, che lo ha inserito nella lista dei “super-diffusori di disinformazione sulla Covid-19 in Europa”. Sacchetti è uno dei cinque italiani a contendersi il decisamente poco ambito primato europeo, insieme all’ex coordinatrice sicilana della Lega Patrizia Rametta, all’ex responsabile della comunicazione del Movimento 5 Stelle al Senato Claudio Messora (noto su internet per il suo blog Byoblu), all’attuale senatore del M5S Elio Lannutti e ad Alessandro Meluzzi, già parlamentare di Forza Italia, oggi assiduo frequentatore di salotti televisivi.

Ma da maggio a oggi le cose sono un po’ cambiate e, complici le turbolente elezioni presidenziali americane, Sacchetti ha staccato la concorrenza, diventando a tutti gli effetti il re della disinformazione italiana a sfondo complottista. Dalla bufala dell’estrema destra americana che accusa Matteo Renzi di aver tramato con Obama e Soros per far perdere le elezioni a Trump (nota come ItalyGate) alla falsa notizia dell’arresto di Papa Francesco in Vaticano, non c’è teoria strampalata che Sacchetti non abbia condiviso e attivamente rilanciato.

Innanzitutto, per quanto possa sembrare strano, Cesare Sacchetti è un giornalista pubblicista regolarmente iscritto all’albo. Trentasette anni e una laurea in Studi Europei alla Sapienza – più un dottorato in diritto pubblico iniziato nel 2013, ma di cui si perdono le tracce nelle biografie successive al 2014 – Sacchetti ha mosso i primi passi sul web come fondatore di Costituzione Europea, un piccolo blog anti-europeista che si è ben presto trasformato nel trampolino di lancio per le sue prime collaborazioni giornalistiche.

Nel 2014 la firma di Sacchetti fa la sua prima apparizione sull’Antidiplomatico, testata fondata da Alessandro Bianchi, che nel 2016 La Stampa descriverà come “un giovane pescato nelle reti della sinistra radicale romana, poi diventato il più stretto collaboratore di Alessandro Di Battista, e utilizzato dal M5S anche per la commissione esteri della Camera”. Sono gli anni d’oro dei blog ospitati dai siti d’informazione e così Sacchetti riesce a ritagliarsi un piccolo spazio anche sul Fatto Quotidiano, dove fino al 2016 pubblicherà opinioni all’insegna dell’euroscetticismo e del sostegno a Donald Trump.

Più o meno nello stesso periodo Sacchetti inaugura la fruttuosa collaborazione con Paolo Becchi – professore ordinario di Filosofia del Diritto all’Università di Genova e considerato al tempo “l’ideologo” del Movimento 5 Stelle – dalla quale nasce il saggio Storia e protagonisti del vincolo esterno, contenuto nel libro Oltre l’Euro, firmato proprio da Becchi e da Alessandro Bianchi. Il duo Becchi-Sacchetti darà vita a un blog condiviso su Libero (di cui oggi esiste traccia solo nelle ricerche Google) e sul Giornale, in uno spazio intitolato Il Rosso e il Nero dove – promettevano i due – “un vecchio e un giovane proveranno a raccontarvi” la storia del malessere del mondo e dell’Europa. La collaborazione con Il Giornale si chiuderà a maggio 2016.

La breve esperienza sulla stampa mainstream lascia in eredità a Sacchetti un discreto seguito su Facebook e Twitter, che il giornalista riuscirà a capitalizzare nel modo migliore possibile. A partire dal 2018 Sacchetti decide infatti di mettersi in proprio e di fondare La Cruna dell’Ago (dal nome di un romanzo di Ken Follett), un sito internet che ancora oggi funge da aggregatore delle principali teorie del complotto sparse sul web.

Grazie alla sua inconfondibile prosa in un italiano goffamente tradotto dall’inglese e ad articoli di disinformazione dedicati alla discriminazione dei bianchi e agli atti di cannibalismo degli immigrati, Sacchetti si accredita ben presto come uno dei principali esponenti della “lotta al politicamente corretto” – tanto da strappare qualche saltuaria collaborazione con il quotidiano La Verità. Di pari passo con la sua fama, cresce anche il suo seguito social: ad agosto 2018 la deputata del Partito Democratico Anna Ascani denuncerà un’aggressione verbale (con tanto di minacce di morte ricevute) in seguito a un contenuto pubblicato sul sito di Sacchetti, La Cruna dell’Ago.

Ma il vero anno della svolta per Cesare Sacchetti è stato il 2020, in concomitanza con l’emergenza sanitaria globale. Nel corso dell’anno il giornalista si è occupato di denunciare il “traffico illegale d’avorio” in cui sarebbe stata coinvolta la cooperante italiana rapita in Kenya Silvia Romano, il coinvolgimento di Bill Gates nella diffusione del virus Sars-Cov-2, il piano del Nuovo Ordine Mondiale per sottomettere l’umanità per mezzo della pandemia e il tentativo del mondialismo di instaurare la legge marziale in Italia.

Da qui inizia il collegamento di Sacchetti a QAnon, l’assurda teoria del complotto che immagina Donald Trump come il leader di una fazione in lotta contro una setta di pedofili satanisti vicini al Partito Democratico. Sacchetti è naturalmente uno dei principali sostenitori della teoria in Italia, alla cui diffusione ha attivamente partecipato producendo contenuti dedicati alla “élite pedofila internazionale” pronta ad assassinare Donald Trump o quantomeno a fargli perdere le elezioni grazie ad un elaborato piano organizzato anche dalla Svizzera, da Giuseppe Conteda Matteo Renzi.

Oggi Sacchetti si trova a dover gestire l’improvvisa notorietà ottenuta sul web, e dallo scorso novembre sta puntando a espandere il suo brand anche oltreoceano, grazie a tweet e articoli scritti in inglese. Secondo il sito di monitoraggio Social Blade, dall’inizio dell’emergenza sanitaria a oggi Sacchetti – che nel frattempo è diventato anche opinionista per Byoblu, il già citato blog di Claudio Messora – ha fatto registrare un +52% di follower su Twitter: decisamente niente male, questo complotto dei poteri forti.