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Chi è Amy Coney Barrett, la giudice che Trump vuole nominare alla Corte Suprema

Estremamente conservatrice, contraria all'aborto e all'Obamacare, favorevole alle armi: rischia di diventare la giudice della Corte Suprema più di destra della storia

Jabin Botsford/The Washington Post via Getty Images

Questa non è un’esercitazione. Questa è un’emergenza giudiziaria. Siamo a un minuto dalla mezzanotte. E non è un’esagerazione. Se ciò che riportano i quotidiani è vero e il presidente degli Stati Uniti Trump ha intenzione di nominare Amy Coney Barrett come giudice della Corte Suprema per sostituire Ruth Bader Ginsburg, allora la Corte Suprema sta per spostarsi a destra in un modo che ha pochi precedenti nella storia degli Stati Uniti. E a differenza di alcune nomine repubblicane del passato, questa porterà un livello di pargianeria quasi inimmaginabile. 

Detto in altri termini: se Barrett diventerà il nuovo giudice della Corte Suprema allora una delle giudici più liberal, Ruth Bader Ginsburg, verrà rimpiazzato da una giudice estremamente conservatrice che sposterà la Corte Suprema molto, molto a destra su praticamente ogni tema. E la cosa peggiore è che, visto che ha solo 48 anni, Barrett potrebbe rimanere in carica anche per 30 o 40 anni. 

Di nuovo, questa non è un’esagerazione. Perché? Perché a differenza delle due nomine precedenti di Trump, Brett Kavanaugh e Neil Gorsuch, la carriera di Barrett ci dice esattamente che tipo di giudice sarebbe sulle questioni più importanti per la società americana. E quello che la sua carriera ci dice è che smantellerà l’eredità della giudice che andrà a rimpiazzare, pezzo per pezzo. 

Tanto per cominciare, Barrett sarà un voto affidabile per ogni genere di limitazione al diritto d’aborto. Sulla base del modo in cui si è comportata in passato quando è stata chiamata a giudicare casi di questo tipo, di come ha criticato la Roe vs. Wade  e di come ha definito l’aborto “sempre immorale”, non c’è dubbio che quando si ritroverà a dare il suo parere sulla questione si esprimerà contro la Roe vs. Wade. Già quattro giudici della Corte Suprema hanno espresso serio scetticismo (o peggio) sull’argomento, e lei sarà il quinto voto a favore dell’abrogazione del diritto d’aborto a livello federale negli Stati Uniti. 

Per quanto riguarda la sanità, invece, Barrett voterà contro l’Obamacare. Ha già detto di non essere d’accordo con il pronunciamento della Corte in favore della legge nel 2012 e, visto che la legge sarà ridiscussa dalla Corte Suprema il prossimo novembre, se lei sarà già in carica per quella data ci saranno anche qui cinque giudici conservatori in grado di abolirla. 

Sulle armi, Barrett voterà per espandere i diritti dei portatori di armi e per limitare l’abilità degli Stati di restringerli. Ha già votato in favore del diritto di portare armi per chi ha già una condanna grave, quindi è chiaro come la pensa sul tema. La Corte Suprema finora è stata riluttante nell’espandere il diritto alle armi ma con Barrett tra i giudici è probabile che ci saranno cinque voti a favore anche per misure in questo senso.

Potrei andare ancora avanti, ma avete capito. Barrett sarà un voto affidabile per tutto ciò che l’ala destra del partito Repubblicano vorrà portare davanti alla Corte Suprema: contro i diritti LGBT, contro l’ambientalismo, contro la lotta alle discriminazioni, contro i lavoratori e i sindacati, a favore di un trattamento legale preferenziale per aziende e associazioni religiose, e molto altro. Sì, c’è sempre la possiblità che un nuovo giudice della Corte Suprema, dopo essere entrato in carica, moderi un po’ le sue convinzioni e voti a sorpresa su alcune questioni. Ma Barrett – che esprime da molti anni posizioni conservatrici – non è proprio il tipo, e la possibilità che deluda il suo partito è minima.

Perché le cose stanno così: lei è la nomina dei sogni per l’ala di estrema destra del partito Repubblicano e il peggior incubo per i moderati e per la sinistra. 

Per capire appieno che cosa farebbe alla Corte Suprema e cosa significa la sua nomina, dobbiamo tornare indietro al 1991. Quell’anno il giudice Thurgood Marshall si era ritirato dalla Corte Suprema dopo essere stato per 24 anni una delle voci più liberal nella Corte, votando sempre per porre fine alle discriminazioni razziali e di genere, per proteggere la popolazione da un sistema giudiziario sempre più aggressivo e perché il governo aiutasse i cittadini invece che le grandi aziende. 

Dopo il suo ritiro, l’allora presidente George Bush l’aveva rimpiazzato con il giudice Clarence Thomas, un 43enne che era giudice da appena un anno. Thomas è diventato uno dei giudici più conservatori della storia della Corte Suprema. Ha votato per smantellare tutto ciò per cui aveva lavorato Marshall nel corso della sua carriera. Thomas, che ha appena compiuto 72 anni, potrebbe rimanere nella Corte Suprema per altri 10 o 20 anni.

In altri termini, la nomina di Thomas ha spostato la Corte Surpema a destra rimpiazzando uno dei giudici più liberal con uno dei giudici più conservatori nella storia della Corte. 

Con la nomina di Barrett al posto di Ruth Bader Ginsburg, la storia si ripeterebbe. Se Barrett sarà dominata, la similitudine con quanto accaduto nella transizione da Marshall a Thomas sarà innegabile. Barrett sposterà drammaticamente a destra la Corte Suprema, distruggerà tutto ciò per cui RBG ha lavorato nel corso della sua carriera e, vista la sua giovane età, avrà ancora decenni per far pesare le proprie opinioni.

Si tratta precisamente dello scenario da cui avevamo cercato di mettere in guardia l’opinione pubblica nel 2016 noi analisti esperti di Corte Suprema. All’epoca avevamo detto che se Trump fosse stato eletto avrebbe potuto spostare a destra la Corte in un modo che avrebbe avuto conseguenze per generazioni. Con una combinazione di fortuna e scaltrezza politica, Trump ora può nominare il suo terzo giudice della Corte Suprema. Alla fine del suo primo mandato avrà nominato tre giudici giovani, tutti e tre molto conservatori. E con la nomina di Barrett, avrà nominato la più conservatrice dei tre. Per chiunque apprezzi l’eredità di RBG, si tratta di una prospettiva terrificante. 

Cohen è professore di Legge alla Thomas R. Kline School of Law della Drexel University. Questo articolo è apparso originariamente su Rolling Stone US